20 aprile 2018

ARTWORKS 2017_PARTE 2

E si ricontinua con altre 31 illustrazioni dell'anno scorso.

Questa è la prima parte: https://ilcerbiastrello.blogspot.it/2018/04/artworks-2017parte-1.html

Ripeto ancora le premesse:

Premessa: in alcuni disegni vedrete dei punti sul viso e intorno, ma sono però puntini dello scanner usato, molto vecchio. Idem per luci e contorni, non potevo aver qualità migliore quindi.

Seconda premessa: non badate troppo ad errori e simili. Si tratta di disegni fatti sul momento, per rilassarmi, quindi senza badare ad imperfezioni, e come ovvio sia, che si potevano correggere in un secondo momento. E come penso pochi sappiano, anche senza prendere un modello di riferimento (tranne dove è indicato, ma cosa assai rara). Immagino infatti che molti ahimè pensino che io usi qualche foto, quando invece manco uso il mio bambolotto da posa quando disegno certe pose.
Tutto nasce dalla mia testa in quello specifico momento.

Terza ed ultima premessa: poiché tanti sono schifosamente pigri (ne ho avuto la conferma in passato) e poiché non solo è difficile risalire alle date esatte di alcuni di questi disegni, dividerò questa rubrica in più sezioni, ognuna con trenta disegni ciascuno.


Un Boondox super tenero rimpicciolito come marionetta, a lapis.

Una LadyKittie a penna.

Jamie Madrox e Monoxide Child (Twiztid) nella mia rivisitazione baby: qui giocano ai supereroi, ma Baby Mono ha il viso chiaramente stanco di sonno (o di altra causa, visto il disegno sulla tutina).

Uno pseudo Monoxide felinizzato.

Il primo disegno a dimostrazione di un possibile character design di come vedessi AnybodyKilla in versione furrosa: per quanto risultasse carino, come lo disegno adesso lo trovo più appropriato, più verosomigliante e più divertente (questa versione aveva troppe cose da tenere in conto).

Baby Jamie Madrox nel lettino che stringe il suo cuscino.

Baby Monoxide che dorme in maniera più rilassata (chissà come mai) e con sotto il proprio cuscino, un orsacchiotto con il make-up di Violent J.

Tra i primi disegni colorati successivamente al computer. Killa/ABK/Anybody Killa trascina il pesante Blaze tra gli alberi, perché ritenuto ferito, senza sapere che invece Blaze se ne approfitta e che ferito non sia. (Invito a guardarsi questo post per capire come mai https://ilcerbiastrello.blogspot.it/2018/03/killaze-shitty-fast-comic-un-resoconto.html)

Uno pseudo felinizzato Boondox.


Boondox e collega Lex felinizzati, il secondo per la prima volta disegnato a china. Questo disegno fu salvato anche nella pagina Instagram dei fan di Lex. Devo dire che mi piace assai.

Immagine a tema romantico anche se leggermente erotico e macabro: Blaze è stato portato per errore in un obitorio (ripeto, leggetevi prima i link delle immagini precedenti per capire meglio) ma Killa lo va a riprendere, e come una sorta di spirito, apre la sacca dove è contenuto, per tirarlo fuori, ma nel mentre...

Più a fumetto, Blaze fa il finto morto (che tanto gli riesce bene!) dopo aver rubato di nascosto dei biscotti, ma Killa non ci casca e grida il suo nome, arrabbiato.

Boondox felino che suona un po' di country.

Boondox stavolta in versione baby, che dorme dentro una stalla.

Mini striscia che colorai successivamente (senza mai terminarla ahimè, ma erano altri tempi). Killa ha voglia di ballare e invita l'amico Blaze, solo che quest'ultimo a causa del suo andamento a sacco di patate, casca direttamente in un bidone della spazzatura, e Killa si piglia un infarto.


I due prima di fare il live sul palco (come Drive-by ovviamente) che si corteggiano. Sì avevo una certa preferenza nell'immaginarli così.

E questo accade dopo. Primo disegno in cui si baciano non a stampo.

Blaze un po' sulle sue. Killa rimpicciolito (venne disegnato molto dopo) lo osserva.


Jamie e Mono (Twiztid insomma) felinizzati e con due loro trucchi di Halloween (tra i miei loro preferiti).

Mono mostra una maglia che non ha davvero, e Jamie dietro che fa capolino.

Non ho idea di come mi sia uscito, ma mi capita di fare anche queste scemenze.

Shaggy 2Dope che mostra il pendente suo dell'Hatchet Man, e con Violent dietro apparire e salutare col famoso saluto Juggalo. Entrambi sono felinizzati.

Non c'entrano niente con quelli rappresentati prima, ma hanno comunque qualcosa in comune. Penso siano abbastanza conosciuti poi in Italia, quindi niente spiegazioni. Posso dire però che Necro stesso abbia visto questo disegno, e presumo gli sia anche piaciuto. Preso da una loro foto sul web, ma cambiato parecchio (non mi piace e non mi riesce fare le cose identiche), aggiunsi anche queste frasi dal nulla, così come saliva, occhi enormi in Necro, scritta con diavoletto su Ill Bill, ecc...

... Che poi Necro avrà messo like a profusione in tutti i disegni miei a tema Juggalo (ma di recente pure su un mio disegno ad omaggio di Lost Boys il film, quindi mi è venuto qualche dubbio che seguisse solo a caso cercando roba a tema: il fatto è che manco sono nei suoi account seguiti). Qui di nuovo loro due felinizzati, ma senza prendere a modello qualche foto (che manco mi piace ripeto prendere dalle foto).

Shaggy 2Dope che osserva con orgoglio la sua ascia.

Monoxide si rilassa, ma un mini Jamie gli esce dalla gola. Non chiedetemi perché. La scritta fumosa ripete la frase e titolo di una loro song che mi piace molto, dal testo che da' molto da insegnare.

Monoxide scienziato pazzo, che ha preso come prigioniero il mini Jamie dentro un grosso barattolo.

Un micetto con un'ascia a mo' di bandiera da fan dei Twiztid.

Shaggy 2Dope accovacciato con un'ascia, di nuovo, ma stavolta con una smorfia. Colorai solo la parte della sua testa per usarlo come avatar, in quel periodo.
Ed il suo collega Violent J, un po' bebè, intento a succhiarsi un grosso lecca lecca. Scrissi accanto, come di solito faccio, il titolo di una loro bellissima canzone, che appunto stavo ascoltandomi quando disegnai questa figura. La canzone ha diciott'anni circa, si potrebbe dire.

E per finire e compensare, una delle mie LadyKitties dall'album privato, onde evitare problemi vari da censura. Questa LadyKitties è seminuda, ha i capelli un po' scarruffati, ma della bella lingerie: inutile dire che non presi nessun modello ne' posa, e stranamente è una delle mie preferite.

Arrivederci alla terza parte, spero piacciano queste due mini rubriche, e se vi piacciono non esitate a dare un vostro parere, non vi mangio mica!

Artworks 2017_Parte 1

Penso sia giusto, dopo aver raccolto racconti, pensieri e mini fumetti, mostrare un bel po' delle mie illustrazioni. Ovviamente, non tutte quelle fatte, ma quelle tradizionali disegnate l'anno scorso, perché da tempo ormai, quelle che postai su Facebook, son state rese "fantasma" essendo questo account bloccato. Su Instagram discorso diverso, la gente non sta certo a perdere tempo (sob) a cercare tutte quelle postate sul sito... Così eccomi qua, a raccogliere tutte, o quasi, le illustrazioni a mano libera su carta, disegnate tra gennaio-febbraio e fine dicembre 2017.

Premessa: in alcuni disegni vedrete dei punti sul viso e intorno, ma sono però puntini dello scanner usato, molto vecchio. Idem per luci e contorni, non potevo aver qualità migliore quindi.

Seconda premessa: non badate troppo ad errori e simili. Si tratta di disegni fatti sul momento, per rilassarmi, quindi senza badare ad imperfezioni, e come ovvio sia, che si potevano correggere in un secondo momento. E come penso pochi sappiano, anche senza prendere un modello di riferimento (tranne dove è indicato, ma cosa assai rara). Immagino infatti che molti ahimè pensino che io usi qualche foto, quando invece manco uso il mio bambolotto da posa quando disegno certe pose.
Tutto nasce dalla mia testa in quello specifico momento.

Terza ed ultima premessa: poiché tanti sono schifosamente pigri (ne ho avuto la conferma in passato) e poiché non solo è difficile risalire alle date esatte di alcuni di questi disegni, dividerò questa rubrica in più sezioni, ognuna con trenta disegni ciascuno.


A lapis solamente, un disperato Shaggy2Dope afferra il grosso lecca lecca su cui è seduto un gaio Violent J, con nelle mani un lollipop a forma di cuore ed un'arma.

Gran parte degli artisti legati alla Psychopatic Records sotto forma di palloncini (da sinistra, Mike Clark, Anybody Killa, Jamie Madrox, Boondox, Blaze, Monoxide Child ed Esham), Violent J citante una sua canzone, fare il sensuale sopra una grossa caramella che ricorda il collega Shaggy 2Dope.

Shaggy 2Dope come madre l'ha fatto, stupirsi del pupazzo a fattezze di Violent, parlare con molta gentilezza verso chissà chi.

Jamie Madrox e Monoxide Child felinizzati, secondo il film del primo (https://www.youtube.com/watch?v=BjfHnKRj69Y)

Una delle mie prime LadyKittes. Per chi non lo sapesse, è un nomignolo che detti, da pochi anni, a tutte quelle mie gatte random antropomorfe disegnate sotto influenza della musica.

LadyKittie numero 2, con sguardo un po' severo.

Un cuore umanizzato, forse il mio.

Blaze Ya Dead Homie col collo allungato, come solito mi piace fare.

Una coppia di gattini ballerini. Lui è molto contento.

Un terzetto di gattini in compagnia.

Un gattino che fa danza mista a ginnastica orgoglioso.

Un gattino sopra una palla molto gaio.

Blaze che fa ironia sul suo nome, felinizzato e col collo tirato.
Oh no ho fatto di nuovo rima, accidenti.

Una delle primissime mie versioni furry della coppia ABK (cioè AnybodyKilla) e Blaze (Ya Dead Homie): agli inizi ancora prima, erano molto diversi, felini, e fatti a penna solo. Non erano male, ma preferisco come son adesso nei miei disegni.

Un disegno colorato a pennarello di Blaze nelle sue primissime versioni. Lo usai anche come avatar.

Un re-design del mio vecchio personaggio furry Kira, dalla serie HELTES.

Re-design (ancora non convincente) della mia vecchia Chapette, sempre di HELTES.

Re-design colorato di Alexia, sempre dalla serie mia datata HELTES.

Altro re-design di Alexia, in compagnia della sua bambola preferita, di cui ho ri-scoperto il nome qualche settimana fa: Lullaby Moon.

Ancora Alexia, coi suoi vestiti caratteristici ed accanto il suo animaletto domestico.

Re-design a colori di Chokoat con alcune info, dalla serie HELTES.

Re-design a colori di Furys con alcune info, dalla serie HELTES.

Re-design a colori di Chuby con alcune info, dalla serie HELTES.  Molto soddisfacente.

Re-design a colori di altri personaggi principali della serie HELTES.

Re-design della villain Lucille La Zombie, di HELTES.

Ennesimo re-design della cattivona principale della serie HELTES.

Re-design approssimativo dell'ambigua Bloody Eyes di HELTES.

Altro approssimativo re-design di Occhi Sanguinanti (HELTES).

Una caricatura furry simpatica su G-Mo Skee, un recente membro della MNE, mio coetaneo. La MNE è l'etichetta fondata dai Twiztid nel 2013, dopo che questi lasciarono la PSY, per chi non lo sapesse. Quando vedo i suoi video, me lo immagino appunto come un cagnolino troppo agitato appassionato di videogame e Dragonball, passioni e modi di fare che ha davvero nella vita reale.

Ancora G-Mo, qui disegnato sempre con fattezze canine.
Più, una dalla mia cartella segreta (visibile solo a maggiorenni e fidati) perché un po' spinta ed erotica. Altre ne vedrete nella prossima sezione. Tanto i disegni che dovrò mostrare sono tantissimi.

Anybody Killa e Blaze un po' sul realistico, in un momento d'intimità.
Ancora non avevo inventato il nome per definirli, e cioè Killaze; e da quel che ho visto (non è che siano infatti molte le fanarts singole su Blaze e Killa) risulto essere io l'unica a disegnare entrambi in questo modo, e per più di 5 omaggi.

Ci vediamo alla prossima seconda parte!

Vecchie Storie Scolastiche_(BloodyEyes)

E con questa do' inizio alle mie vecchie storie sempre, ma scritte solo sui quaderni di scuola, e quindi non segrete ne' sconosciute ai più. La maggior parte viene dagli anni delle mie scuole medie, periodo in cui scrissi parecchio, e dove quasi mi appellarono il nomignolo di preferita della prof, quella della materia di letteratura e cinema. Non sapevo scrivere ancora bene come oggi, ma erano le prime volte che finalmente potevo dimostrare ancora una volta la mia fantasia e le mie passioni non attraverso il disegno (e parola, ero più timida di adesso e scrivere mi aiutava meglio nell'esprimermi), quindi se si trovano errori o cose incongruenti non c'è da esserne stupiti. Mi sento quindi molto nostalgica nel rileggerli, sapendo poi che ero adolescente e quindi nella fase di un grosso cambiamento fisico, emotivo e mentale. Comincerò con le prime tre basate sul mio vecchio personaggio Occhi Sanguinanti, che poco ho fatto conoscere in tutti questi anni.

La incontrai, quella sera a mezzanotte, dopo aver finito di mangiare la zuppa di verdure di mia madre. Uscendo fuori per prendere una boccata d'aria d'autunno, la vidi. In mezzo al bosco buio e pieno di "Uh-uh" sinistri e ripetitivi che t'impazzivano, c'erano due luci rosse, che parevano occhi nel buio pieni di sangue. La figura mi s'avvicinò, con quegli occhi rossi luminosi che si facevano sempre più grossi. Io stetti fermo lì, col cuore in gola, e le gambe, paralizzate* dalla paura, non si mossero. La Luna riuscì a illuminare di più quegli occhi spietati, passando da una apertura del bosco fitto. Era una ragazza, di circa 28 anni, col viso pallidissimo e senza guance* rosa, ma molto bella. Portava due treccine coi ricci a spirali alle punte, diverse di misura, che le ricadevano sul petto. Gli occhi, ben sporgenti ma vuoti allo stesso tempo, erano come un recipiente che conteneva sangue rappreso e in bufera, come confuso, e poi, quelle labbra carnose e nere, di un freddo gelido, tremavano a scatti veloci e lenti. Aveva i capelli nerissimi, con un ciuffo che le* cadeva su una parte, tipo a riccio, soltanto un po' schiacciato alla testa e ben pettinato. Il vestito era senza maniche, leggero, che svolazzava al vento. Non sembrava che non sopportasse il freddo e invece tremava al ciò. Sembrava fosse costretta a doverlo sopportare. Aveva le gambe nude, senza scarpe ai piedi, che bianchi pure essi, diventavano blu per* le ferite lasciate cicatrizzare per colpa della sua povertà. Sembrava povera e infreddolita infatti, ma il vestito era di seta e i capelli ben pettinati, e non era sporca: splendeva come la luna. In quel momento, mi feci coraggio e corsi verso casa, perché mi terrorizzai molto alla vista della grossa mannaia che teneva nel braccio* sinistro, presa bene e che era bagnata da sangue fresco. Nell'altra mano, prima notai, e ciò mi terrorizzò ancora di più, un occhio azzurro e acuto di pupilla che spruzzava pezzi di arterie sulla sua gamba. Lei mi fece vedere poi quell'occhio, muovendolo a pendolo davanti a me, come per ipnotizzarmi* dal terrore. Quando fui a casa, mia madre si chiese perché ero bianco; io le risposi "Niente, mamma" E osservai fuori dalla finestra quel bosco buio. Quegli occhi rossi riapparvero e io, terrorizzato, scappai verso la mia stanza, coprendomi sotto le coperte calde. Quella notte non riuscii a dormire e la rivedetti in sogno, che però mi uccise, mentre mia madre urlava disperata.

Il personaggio descritto era la mia furetta BloodyEyes, qui descritta in versione umana, e come già dissi, usata più spesso in storie al di fuori della sua saga originaria (HELTES). Questo mio racconto lo accompagnai da una illustrazione a schizzo a penna, con però davanti a lei, una ragazza.

Ero in gita scolastica con 4 amici in campagna. I miei 4 amici erano tipi molto originali. Il più piccolo si chiamava Derick e aveva poco più di 11 anni. Era un tipo molto timido e imbranato. Però, verso sera, mentre noi correvamo come scemi, Derick cadde per terra, avendo una dolorosa storta, che nonostante fosse molto dolorosa, lui mugugnò e cercando di richiamare l'attenzione, noi non lo sentimmo più. Si alzò, tutto barcollante e raffreddato, perché faceva molto freddo, soprattutto nel bosco. Si era perso nel bosco. Era buio e soltanto la piccola scia di luce lunare che filtrava dai buchi rari del bosco fitto poteva illuminare un poco di strada. Avanzò un po' Derick con le mani raggelanti dal freddo dentro le tasche rotte e rattoppate. Dove si trovava non lo sapeva e accecato un po' dal piccolo panico, causa dello stato in cui si trovava, provò a gridare, diventando rosso. Ma per pochi istanti, perché divenne bianco di pallore dopo aver visto due fari luminosi avventarsi contro di lui. Derick s'inginocchiò, facendosi pure male all'altro piede. Gli occhi luminosi erano di una civetta bianca delle nevi.
Ciao, stanotte ti ucciderò, ahah.

Poco più in là infatti c'era la neve, bianca e candida e freddissima. La civetta lo fissò di nuovo.
Derick gridò:"Non guardarmi così, animale!" Ma la civetta ricontinuava a fissarlo a scatti e sembrava ridesse sotto il becco malvagicamente. "Ti prego! Smettila!" disse il ragazzo, coprendosi il capo e soprattutto* gli occhi, ormai raffreddati dal freddo. Derick corse verso quella civetta, che ormai lo terrorizzava. Pensava di poterla zittire, anche se ciò lo spaventava e di diventare eroe di sé* stesso. Ma quella sera non sapeva che finiva male, nemmeno di morire. Quando Derick passò sopra l'erba bagnata, guardò gli occhi della civetta che divennero in un istante rosso sangue, e le piume del capo e del dorso neri come il buio, molto più scuri. Sotto ai piedi di Derick, in quel preciso momento, apparve del ghiaccio scivoloso, che appunto, fece cadere all'indietro il povero Derick. Un "Tomp!" di metallo e simili si sentì nel vuoto, facendo uscire dalle tane conigli, scoiattoli e volpi preoccupate, che interruppero il loro sonno. Gli occhi di Derick divennero bianchi, e il corpo si tinse di rosso ai contorni del corpo del ragazzo. Anche "l'aureola" del ragazzo, enorme, era rosso* sangue sopra il ghiaccio che pietrificò tutto. Gli animali più piccoli lo annusarono. L'unica cosa che sentirono furono i suoi ultimi battiti del cuore e i sospiri nel cuore della notte.

Altra storia con protagonista la mia BloodyEyes, un po' scritta male, lo so benissimo, ma come già detto, ero giovane e non sapevo ancora scrivere bene, quindi niente critiche su questo, perché ne son già consapevole. Leggendo queste storie, mi accorgo di come mettessi sempre come luoghi i boschi e gli animali di quei luoghi, e la neve, cose che appunto non c'erano nei posti in cui vivevo. Allora posso anche confermare quanto mi mancassero, sigh. (Livorno è una città marittima e montagne e campi non ne ha)

Un giorno, sempre nella via Moonlight 134, dove stavano tante case con giardino, un ragazzo, Jack passò lì per caso. Vide un gatto nero passare la strada. Lo osservò. Quel gatto si fermò in mezzo di strada e lo fissò curioso. Jack aveva 12 anni e poco più. Quel giorno aveva marinato la scuola. Un'anziana* signora passò la strada e vide il gatto. "Via! Pussa via, gattaccio!" E questo gatto le soffiò impaurito. Un altro ragazzo, che portava delle pizze, che doveva avere sui 14 anni, passò sopra le strisce*, dove stavano sia il gatto che l'anziana. L'anziana barcollò e cascò per terra. Mentre il ragazzo con le pizze cascò con quest'ultime addosso. Un vigile vide la scena e s'avvicinò all'anziana che discuteva animatamente col ragazzo delle pizze:" Lui mi è passato avanti sena fermarsi, vigile!" "Ma veramente era lei che ha gridato al gatto, che ho inciampato addosso!"
Il vigile non aveva visto proprio tutto e si domandò da dove provenisse il gatto nero. "Nessuno ha gatti neri qui, però può darsi che sia nuovo di questo viale!" disse l'anziana. "Sì, che è lei? La regina di Via Moonlight 134?" scherzò il ragazzo "Bada a te, mocciosetto! Che* ti risparmio solo perché sei giovane, perché altrimenti ti avrei subito cacciato!" "Allora le cose si sono chiarite" disse* il vigile, con i due litiganti che non avevano capito e glielo* fecero capire subito. "Il gatto è sparito, tu hai fatto pace col ragazzo e io posso tornare al mio posto come prima. Facciamo finta che non sia accaduto nulla". Jack vide il vigile andarsene, e cercò di scrutare dove fosse il gatto nero di prima solo con lo sguardo. Vide il gatto fissare lui dalla finestra di una casa un po' vecchia, che dietro portava ad un lago enorme, con tante barche. Il gatto poi rientrò dentro la stanza, che si coprì con le tende, che vennero tirate da una mano fredda con unghie nere che copriva un viso pallido con gli occhi rosso sangue rappreso.

Un rarissimo disegno dei personaggi di questo racconto, dei primi rudimentali fatti al computer, risalente al 2009, pubblicato solamente sul mio primo e vecchissimo account di Deviantart.

Una Killaze Mancante

Su Wattpad mi ero dimenticata di aggiornare quella piccola rubrica/raccolta con le mie fanfiction inventantomi su questa coppia, ma ora sono state incluse:
https://www.wattpad.com/story/140892028-killaze-prima-di-tutto
Ci sono adesso le due parti uniche di quando loro erano al pub, quella prologo (che già era stata inclusa), e quella che più mi piace di tutte quelle scritte, quella con loro che giocavano sulla neve. La scrissi un 17 agosto dell'anno scorso, e seppur fosse estate, la neve per me rimane sempre un'idea che più romantica e gioiosa non si può. I gusti con gusti, per me l'inverno e l'autunno sono la metafora dei puri sentimenti, e infatti questa storia è quella che preferisco di più poiché mi lasciai andare a cosa rappresentavano per me queste stagioni.
Vi riporto a dei post che ovviamente vanno letti per capire meglio il racconto che andrete a leggere
https://ilcerbiastrello.blogspot.it/2017/06/storiella-0-1-2-di-3-parti-omo.html
(Sono storie capostipite e precedenti a questa)
Informo anche, che se non vi piacciono le storie a tema romantico omosessuale allora niente vi costringe ad andare avanti nel leggere questi racconti e oltre, perché io supporto l'amore omosessuale come quello etero, quindi amen se la cosa vi da' fastidio, fregacazzi a me.
E aggiungo che pure questa fu improvvisata.
Orbene, la storia può ben cominciare.
(Disegno fatto apposta come illustrazione per la storia)

Solo loro due, due grossi uomini che passeggiano, sono presenti in quella via.
Poi vedono la neve.
E Killa dice " Ricordi di quando si giocava sulla neve da ragazzini?"
Blaze annuisce e prova a toccare la neve coi suoi guanti neri, mentre Killa rimane lì a lasciare che esca il suo respiro ghiacciato dal freddo, Blaze forma una palla e avvicinandosi all'amico gliela mette nel collo.
Killa rabbrividisce e prova a vendicarsi.
" Sei un vecchio!" scherza Blaze.
" Te lo faccio vedere io il vecchio adesso" ribadisce Killa.
Mentre sta per prendere una palla anche lui, scivola sulle ginocchia e tira Blaze per le gambe portandolo disteso all'indietro sulla neve: insomma, cadono entrambi.
La palla di Killa così colpisce la faccia di Blaze:" Primo round a me, ahah!" grida Killa.
" Sei comunque un vecchio!" risponde Blaze, e tira la neve come polvere davanti a James.
" E tu uno che non ammette sconfitte peggio di un bambino che vuole le caramelle!"
Altra palla in faccia a Blaze.
" Ti diverti eh?"
" Brutto vecchiaccio, prima o poi ti colpirò io in faccia, te lo assicuro!" aggiunge Blaze, ma viene afferrato da Killa che lo tiene giù.
" Ti arrendi? Ti arrendi? Ti arrendi adesso, ciccione inutile?" provoca Killa.
" A chi hai dato del ciccion-"
Altra neve.
" Qui c'è solo uno che ingombra il panorama" risponde James.
" Tu vuoi la guerra"
" E la vincerò. Arrenditi quindi, ciccione."
" La smetti di chiamarmi ciccione? Guarda che mi arrabbio, vecchiaccio maledetto"
" Tu allora smetti di chiamarmi vecchio!"
" E va bene, vecc... Okay okay, sei più forte te, lo ammetto! Ora però molla quella palla e lasciami respirare"
Blaze ansima e Killa ridacchia.
" Non riesci nemmeno a battermi ad una gara di palle di neve" sussurra James.
" Vedremo adesso!" grida Blaze, prendendo la palla di Killa e buttandogliela direttamente nel viso.
" Ehi! Questo non è corretto!"
" Chissenefrega vecchio, ho avuto almeno la mia rivincita!"
Blaze cominciò a saltellare ed ad esultare come un coniglio.
" Sei un immaturo, ecco cosa sei, Chris"
" Ma sono più furbo di te!"
" Sì, forse... Ma guarda in che stato siamo ridotti... Meno male non c'è nessuno in giro, manco i bambini.... Ah già ci siamo noi due"
" Ehi James, sei già stanco? Io sono ancora pimpante!"
" Non mi sono fatto neanche un po', scemo" sussurra Blaze guardando James seduto sulla neve
" Fammi sentire il tuo alito allora"
Blaze così fa e Killa capisce che ha mentito.
" Sei un fottuto bugiardo Blaze..."
" Ma anche fatto hai fatto schifo nel battermi, la furbizia non è roba da onore!"
" Tutte stronzate! È solo una partita a palle di neve, quanto sei lagnoso James... Poi oggi ho la giornata libera, fammi divertire come voglio e non rompere gli zebedei."
" Quanto mi batterai senza avere carica estranea in corpo ti rispetterò, per ora sei solo un ciccione sfigato e drogato"
" Come se anche tu non ti facessi..."
" Io almeno non sono una palla di grasso come lo sei t-"
Blaze lo stende a terra e si scalda di piccola rabbia.
" Adesso basta, mi sto seriamente incazzando."
" Ehi calmati per dio! Lo sai che scherzo."
" Non mi interessa, smettila."
" Te la prendi come un bambino, vedi?"
" Non è facile per me, okay? Non siamo tutti uguali."
" Beh dovresti fartene una ragione. Io ormai sul mio difetto ci ho fatto il mio marchio di fabbrica"
" Ma a te ti adorano tutti, sei bravo a scrivere ed hai una bella voce comunque sia, io non sono così bravo"
" Non fanno altro che deridermi, io non sempre ci riesco a passare sopra"
" Credi quindi di essere solo tu a soffrirne? Beh ammetto che nemmeno io alla fine lo sopporto. Ma so che è inutile arrovellarsi sempre. Prima o poi lo capirai anche tu, Chris."
" Se lo dici tu... Io comunque faccio come voglio, se voglio sfogarmi così è affar mio. Poi dovresti guardarti tu anche. Certo, sei più stimato di me, ma non conta un cazzo alla fine, siamo entrambi dei fattoni."
" Chris... Va bene, sono stato ipocrita nei tuoi confronti."
" Non ti chiamerò più ciccione fattone, ti va bene?" sorride
Killa.
" Ancora mi pigli in giro vecchiaccio maledetto?"
" Certo, e lo farò fino alla fine dei nostri giorni!"
" Finché non ti ucciderò prima io"
" Uccidimi allora, grassone" provocò Killa
" Ma sei proprio stronzo tu!"
" Avanti, prova ora a colpirmi! Ti sarai ripreso adesso no?"
" Tu sei proprio uno stronzo, un vecchio stronzo"
" Avanti, tirami una palla enorme in faccia e ti lascerò vincere questa disputa"
" Non voglio la tua pietà vecchiaccio"
" Non riusciresti mai a colpirmi, sei un fesso. Blaze, il fesso grassone, Blaze il ciccione fuori di testa che non sa nemmeno tenere in mano una pallina!"
" MI STAI PROVOCANDO ANCORA???"
Blaze si scalda davvero e stese Killa sotto di lui, tirandoli addosso quanta più neve possibile.
" Ehi calmati Chris, stavo solo scherzando dai!"
" Beh io non scherzo più, stronzo"
" Chris dai, non fare lo scemo, mi soffochi così, smettila, stavo solo scherzando per farti divertire, non te la prendere seriamente!"
" Farmi divertire??? Io non mi diverto affatto! È tutta la vita che mi sfottono, pure tu lo fai, Blaze prima o poi reagisce!"
" Volevo farti reagire infatti! Solo questo! Dai adesso smettila, questa neve è pesante, rischi di soffocarmi, dammi tregua!"
" Col cazzo che te la dò, vecchio!"
" Chris ti prego! Riprenditi, mi stai facendo male adesso! Io non farei mai così a cattiveria come stai facendo tu adesso!
" Adesso ti rendi conto di chi hai a che fare, eh?"
" Chris non respiro più, basta! Smettila, mi stai facendo male alla faccia"
" Così almeno non la vedo più, stronzo"
" Chris ti prego... Non respiro... Per favore... Non farmi del male..."
Blaze sta pesando addosso a Killa, mentre quest'ultimo è pieno di neve addosso e ansima a fatica.
" Chris... Lo sai che ti voglio bene, per favore, non farmi soffocare... Stavo scherzando, non penso davvero quelle cose su di te... Chris ti voglio un sacco bene, ti prego..."
Blaze si ferma stupito e si sposta ddi dosso all'amico.
" James, non so cosa mi sia preso, hai ragione tu, sono un completo imbecille, ti prego respira ancora, sono un idiota, sono un idiota sono un idiota!"'
Chris stringe a sé Killa abbracciandolo, e comincia a sentirsi in ansia.
" Fottuto ciccione bastardo..." sussurra James con la sua voce flebile sibilante.
" James ti prego, ero fuori di me, perdonami, perdonami, perdonami... Mi saresti mancato da morire!"
" Chris... Ti odio."
" James ti prego scusami, non volevo farlo davvero, ti prego non odiarmi, sei mio amico... Mi uccideresti così!"
Blaze comincia a lacrimare per lo shock ed il senso di colpa.
" Cosa stavo facendo.."
" Stavo per perdere un prezioso amico... Ti prego Chris non odiarmi, hai ragione tu son un drogato sfigato, non ero in me, ti prego non accadrà mai più, mai più, mai più, te lo prometto!"
" Ciccione sfigato." sussurrò James ancora.
" Sì insultami, me lo merito!"
" Proprio un deficiente..."
" James, ti prego, non mi portare rancore..."
Blaze stava ancora stringendo a sé Killa che stanco, mentre fissa il vuoto ed il bianco accecante della neve intorno.
" Chris... Sto bene, lasciami da solo."
" James..." dice Blaze sempre in ansia, ma lasciando che Killa si stacchi da lui per posarsi su un muretto vicino.
" Non ero in me! Ti prego James, non mi abbandonare..."
Killa lo fissa con sguardo stanco ed accigliato.
" Stavi per uccidermi."
" James..." singhiozzò Blaze.
Passarono alcuni minuti di completo silenzio, Chris singhiozza e fissa con estremo senso di colpa l'amico che sfugge il suo sguardo.
" James..."
" Sei un pazzo."
" James..." scoppia infine a piangere.
" Ti prego non ti allontanare da me..."
Blaze si alza e cerca di avvicinarsi a Killa, che adirato fa cenno di non avvicinarsi.
" Stai lontano da me."
" James..." sussurra ancora Blaze con le lacrime agli occhi.
" Non voglio più vederti."
" Mi odi, adesso, vero? Hai paura di me?"
" Sei pazzo, e io ci tengo alla mia vita. Stavi per uccidermi, chi me lo dice che non potresti rifarlo?"
" James, non ero in me... Non sono così, lo sai..."
Killa tiene le distanze e cerca di allontanarsi.
" Ti prego... Lo so che stavo per fare un'idiozia..."
" Non ti avvicinare a me. La nostra amicizia chiude qui."
" James..." singhiozza ancora Chris, posandosi poi
a terra e piangendo un poco.
James è scioccato ma è anche confuso perché non sa più che fare, voleva bene a Chris ma si era davvero terrorizzato prima.
" Stavamo solo giocando sulla neve, come da ragazzini... Io cerco solo di non sentire il peso degli anni... Non sono come te, ho le mie debolezze..."
" Sei il mio amico speciale, so di aver fatto una cazzata ma... Tu sei una delle poche cose a cui tengo davvero... Vorrei che mi perdonassi... Sono un idiota lo ammetto, James..."
James lo osserva chiudersi a piangere accovacciato sulla neve e sente il suo cuore scaldarsi.
"James...." Blaze ripete più volte il suo nome piangendo.
Killa si avvicina con cautela a Blaze e gli da una pacca sulla spalla.
" Chris... Smetti di frignare, sei un uomo."
Blaze alza lo sguardo, ha gli occhi pieni di lacrime ma vede che anche Killa sta per tradirsi, poiché i suoi occhi sono umidi e sorride in modo amareggiato.
" Chris, ti ho perdonato. Lo so che non eri te in quel momento..."
" Vecchio bastardo..."
Blaze si posa alle spalle di Killa continuando a piangere, ma
quest'ultimo lo scalda con le sue braccia.
" Chris Chris Chris... Matto come pochi..."
" Siamo matti entrambi..." Si corregge James.
" James... Stavo morendo anche io prima quando cercavi di allontanarti da me..."
James lo fissa in faccia e vede che si sta calmando anche se continua a tremare, forse anche per il freddo.
" Ho freddo..."
" Con tutta la ciccia che hai, come fai ad avere freddo?" scherza Killa.
" Non sono grasso..."
" Certo, non lo sei..."
" Guarda che torno a soffocarti"
James lo abbraccia ancora.
" Non è meglio soffocarci così?"
Blaze arrossisce e si vede arrivare sulle proprie labbra quelle dell'amico.
" James?"
Ma Killa non risponde e passa il braccio per tirare a sé il capo di Blaze coperto dal cappellino, quello suo di lana nero con la stampa che portava da giovane.
L'altra mano di Killa accarezza la guancia piena di neve di Chris.
" James..." sussurra Blaze, sentendosi scaldare e non tremare più.
" Chris... Non parlare. Ti ho già perdonato. Non ti odierei mai, ero solo spaventato."
"Nemmeno io ti avrei mai fatto del male, James" singhiozza ancora Chris.
" Lo so, Chris, lo so."
Si alzano e si abbracciano più forte, ma Killa ancora bacia Chris ad occhi semichiusi.
" Ti amo, Chris." sussurra Killa.
" Vecchiaccio maledetto."
Blaze bacia a sua volta James e lo stringe a sé: sono così molto vicini e da quanto sono nascosti dai cappotti, nessuno vede che sono in piena effusione amorosa tra di loro.
" Ti ho perdonato, grassone."
Allontanano così le loro labbra l'uno dall'altro e timidamente, con il viso arrossato ed i cuori ballerini, si dirigono
verso la strada. Killa sorride guardando Chris e prende la mano dell'amico.
Come due timidi giovani, ridono e camminano ancora mano nella mano.
"Non cresceremo mai..." sussurra James.
"Ti amo, James." sussurra infine Chris guardando Killa sorridere perché il suo cuore lo voleva più vicino che mai.

Vecchie Storie (terza parte)

Seconda parte nel precedente post.

Continuo con altre storie brevi scritte di mio conto e personali, molte inedite quindi, nel periodo in cui ero adolescente.

ERIC
Eric vive in casa mia. Più precisamente, in camera mia. Per vederlo devo essere lì. Lui mi vede e poi mostra come mi vede dallo specchio. Lui ama lo specchio. La mattina gli chiedo che aspetto ho, e lui fa il malizioso. Credo s'ecciti anche. Ogni tanto ci vestiamo uguali. Ma nessuno ci ha mai riconosciuti, è strano. Ogni tanto vede le vetrine con me. Insieme entriamo nei camerini e lui mi osserva attento. La gente ci guarda con curiosità, ma ad Eric un po' diverte, perché siamo davvero una coppia bizzarra.
Quando mangio spesso Eric ne approfitta per pulirmi con un fazzoletto; anche questo gli piace molto.
E gli piace molto anche quando m'accompagna in bagno.
Capita che mi venga voglia di masturbarmi per qualche minuto e lo invito ad osservarmi. Qualche volta è lui a masturbarsi, davanti a me. Altre volte mi infilava la sua mano nel mio ano. Ciò ci piace parecchio, ci si sente davvero uniti, ma sul serio.
Lui mi capisce alla perfezione. Gli piace tutto di me.
La sera usciamo spesso insieme, e spesso mangio i suoi avanzi o pago io tutto compreso. Mi sta bene così.
A casa guardiamo qualche bel film al mio lettore dvd e non si litiga mai: Eric è davvero perfetto.
L'ho incontrato a 14 anni, quando mi masturbai davanti allo specchio del bagno della mia scuola.
Per fortuna, nessuno lo vide entrare nel bagno delle ragazze. E' così agile e scattante, Eric.
E la notte, oh. Sa quando ho voglia, ma voglia vera e propria, e fa tutto quello che gli chiedo, senza lamentarsi. Ama masturbarmi un sacco di volte ed accarezzarmi la testa. Ooh se ci piace.
Spesso si finisce sempre che mi fotta davanti al nostro specchio. Sento i nostri versi, mi eccito, mi stanco e vedo che non c'è più. Sa staccarsi senza problemi, e sa quando è ora di dormire.
Mi conosce davvero, davvero nel mio inconscio.

VITE, VIAGGI
Charlotte ha 16 anni, è francese ed è bionda.
Ha molti peluche dappertutto.
Nabi, 17 anni, senegalese.
Ha molti fiori sui capelli.
Erin, 15 anni, è inglese ed ha i capelli rosso fuoco.
Ama collezionare skaters coloratissimi.
Amanda, 18 anni, è italiana e bruna.
Ama collezionare foto di persone dal vivo.
Rei, 14 anni, giapponese, bellissima.
Conserva un sacco di tinte per capelli.
Un giorno, Nabi riesce a guadagnare un po' di soldi per realizzare un suo sogno: quello di vedere gli immensi giardini del Re Sole.
Nello stesso posto, Charlotte si prepara a partire per Tokyo, anche se ama particolarmente Kyoto e Shibuya, per comprarsi qualche gadget.
A Shibuya, Rei esce dalla parrucchiera coi capelli blu. Amante del punk, desidera ardentemente visitare l'Inghilterra, e mentre lo pensa, ascolta i Misfits. Nella piovigginosa Londra, una giovane skater dai capelli color fiamma fissa il cielo, immaginandosi di librare nel vuoto dell'interno del Colosseo.
Nei dintorni e nella realtà del sogno dell'ultima ragazza, una neomaggiorenne toscana nel suo primo viaggio di prima libertà indipendente.
Ma qualcosa non la soddisfaceva a pieno.
Le mancava il sole ardente, dei felini più grandi dei gatti che di notte animavano il Colosseo.
La sua seconda tappa sarebbe stata infatti l'Africa, e avrebbe fotografato tutto, anche le ragazze che ci abitavano.

TREDICI PASSANTI DI VITA
Umidità
Maledetta umidità infernale
C'hai condannati
in prima persona
ad i nostri miti
ed ai nostri limiti
della sopportazione
facendoci folli

Era una delle nostre tipiche passeggiate pomeridiane col bel sole.
Eravamo tutti: Patrick, Annette, Rosie, Marcus, Joseph, Yoko, Jeordie, Belle, Goerge, Jeanne, Jenny, John ed io.
Patrick ci disse che avrebbe portato lui le torce, rubate dal negozio di suo padre. Ognuno si portò l'indispensabile: Rosie un taccuino riciclato con infilata una matita di legno ed un cartoncino dentro la sua variopinta borsa a tracolla da cui non si separava mai; Marcus, come diceva spesso:"Voglio sudare" si portò tutti i nostri sacchi a pelo, oltre che un sacco di panni puliti; nonostante fosse già magro; non sapevo invece cosa contenesse Joseph nel suo borsello a tracolla leggerissimo, visto che Joseph non parlava molto; Yoko aveva un sacco di manga, e ne leggeva altrettanti lungo la strada, frugando dal suo zaino rosa con l'aspetto di un coniglietto "puccioso". Non potevo sapere però se era una mania la sua, visto che la vedevo per la prima volta. Jeordie, a mia impressione, era un dark. Chissà cosa conteneva il suo zaino? Spesso mi domandavo se era satanista. Non era difficile sapere cosa si portasse dietro Belle, tirata così a lucido. George era l'unico senza borsa e si portava tutto nelle tasche dei pantaloni. Ma che bravo...
Jeanette: saggi filosofici e testi umanitari; Jenny: CD, Mp3, Ipod e mini-computer; John, tipico metallaro black-symphonic-glam-thrash-street-horror-punk, col borsone infilzato dappertutto da borchie, portò un sacco di libri.
Io? Un album per disegnare. Adoro disegnare.*
(Ah, anche se in prima persona, non sono io quella che racconta)
Patrick
Tanto non avrei fatto altro oggi.
Mio padre avrebbe lavorato ancora nella sua stupida ferramenta.
Ha sempre cercato di farmela amare, quel bastardo.
Anni ed anni di torture in quel postaccio di merda.
Io preferisco l'informatica. Lui la odia a morte.
Odio le sue viti, i suoi bulloni, i suoi chiodi e lo sporco.
Vorrei tanto tirarglieli addosso.
E così, ho accettato d'uscire in montagna.
Sempre meglio che stare all'inferno. Di mio padre.
Non so perché ho fatto questo. Forse sono eccitato all'idea di passare la notte fuori o di scaricare, perdere o distruggere tutte quelle cazzo di torce. Maledetto, ti farò morire.
??? - personaggio non nominato-
Mio Signore, non sono mai uscita da sola.
Certo, durante le feste di paese, io, mia madre e mio nonno, si andava nella Sua Casa a pregare per lei, e dopo s'usciva nel grande parco accanto, ma non sono mai stata sola.
E poi volevo appunto farmi degli amici.

Vecchie Storie (seconda parte)

Leggere prima la prima parte:
https://ilcerbiastrello.blogspot.it/2018/03/vecchie-storie-forse-prima-parte.html

Continua la mia rubrica a tema racconti brevi personali scritti ed ideati ai tempi della mia adolescenza.

(senza titolo)
Maddy e Silvy erano appena uscite dal cinema.
Silvy le sorrise eccitata.
"Ti è piaciuto il film?" le chiese poi.
"Bellino" rispose vaga Maddy.
"Vai subito a casa?" chiese ancora Silvy.
"Uhm no. Preferirei stare ancora un po' al giro".
Silvy le sorrise ancora.
"Brava! Nemmeno io tornerò subito a casa!"
Maddy rise divertita.
Erano così allegre, eccitate, uniche e sole...
Finirono ad un pub vicino, a bere la coca-cola.
"Silvy" le sussurrò Maddy "Meno male che quel film horror sia finito prima, vero?" e la guardò negli occhi.
Silvy continuò il discorso:" Già, così abbiamo una scusa per stare un po' insieme, di sera."
"E miraccomando, che rimanga un segreto" finì Maddy.

IL SEGRETO DELLA FUGA
"Amina, sei ancora lì dentro?" La voce urlante era di Anna, la madre di Amina. "Amina! Mi senti?"; ma Amina aveva della musica rock proveniente dalle cuffie dell'mp3 che rimbombava nelle sue orecchie. Anna gliele strappò con l'espressione a rimprovero. "Amina! Avevo detto..." Amina sbuffò e uscì dalla stanza. Anna la guardò di traverso. Poi la sua attenzione ricadette su un quaderno dorato. Lo prese e lo nascose sotto la sua maglia azzurra. "Mami, oggi vado da Rita". Rita era la sua sorella maggiore tanto adorata.
Anna annuì. La curiosità era forte e impaziente.
Amina quasi si stupì e sperò riaccadesse di nuovo. Anna aprì il quaderno: era un diario.
Lo richiuse, ma nella fretta una pagina cascò.
Lasciò quella pagina lì e rimise al suo posto il diario.
Tornò nella sua stanza, col foglio in mano.
"Fuggo via. Rita mi ama, e sa come nel modo giusto. Ormai sono grande, e se casomai non riuscissi con lei, troverò altri modi."
Anna rinchiuse il foglietto. Le venne in mente di bruciarlo, ma Rita ed Amina erano già dentro.
Anna le lanciò a tutte e due un'occhiata di fuoco.
"Come ti sei permessa?" gridò corrucciata Amina.
Tutto fu rapido. Anna s'accanì contro Amina, che corse verso il suo prezioso diario. "Lascialo!" urlarono insieme. Rita, velocemente, nascose tutte le cose più importanti di Amina (glielo aveva richiesto tempo fa) nella valigia, portando quest'ultima dietro sé.
Poi la lanciò sul pavimento, al che Anna la vide e cercò di farle ancora più male. Un tonfo. Anna cadette subito. Rita le aveva tirato una bottiglia vuota.
Si fissarono ansimanti, con Amina che piangeva, s'abbracciarono intensamente, e staccandosi, Rita disse, con senso materno:" Andiamo, piccola".

BUIO
Buio dappertutto. Buio ovunque. Ombre affusolate di luce nervosa che formano figure semplici di corpi umani ed animali. Buio dei saloni, illuminato da vari raggi d'intensità differenti posizionati in disordine sul pavimento. Buio dietro le siepi con suoni tintinnanti e luci di lampioni artificiali. Buio di fabbriche abbandonate e decadenti, con ampi e ristretti percorsi senza sicurezza. Buio in camera, interrotto da un viso umano che si bagna con la luce di una torcia, esorcizzando le piccole tensioni che prova.
Buio tra i fiori, freddi e delicati. Buio sui tetti, con un gatto dagli occhi di fuoco ardente e d'oro.
Buio che circonda una finestra poco pulita di una cucina con umanità intraviste. Computer accecanti. Buio nel cielo, buio sul terreno, buio nei corpi.
Ma solo all'apparenza.
Ogni buio ha la sua luce interiore.
Anche il buio è luminoso, magico ed eccitante.

APATIA
"Imbecille, sei stata tu a rovesciare il latte?" voce del fratello.
E lasciami stare, mi sono appena alzata. Ma chi me lo fa fare di stare alzata adesso? "Oggi pomeriggio abbiamo da uscire. Pulisci te in camera?" voce della madre. Sì, sì, quando avrò voglia.
Uccellini. Fitte al cervello. Occhi semichiusi ed acidi.
Voglia di dormire ancora. Testa che tentenna con i passi.
Fissare la gente intorno. Che voglia di sdraiarsi su qualcosa, una panchina, un albero. L'erba è sempre più fresca. Concentrarsi solo sui rumori. Troppi pensieri passano per la mente. Luci ed ombre calde all'interno degli occhi chiusi. Troppe cose da tenersi dentro. Ciglia ingrandite dall'occhio stesso. Vento fresco. Muscoli che capiscono lentamente. Movimento a scatti un po' troppo forzati. Ecco la strada, tutta a diritta: si possono chiudere gli occhi adesso?
Voglio dormire con gli occhi aperti, che peccato.
La scuola brulicante e non però chiassosa.
Scalino di marmo freschissimo, che mi rimette davvero in pace con me stessa.
Gli altri sembrano non vedermi.
I loro pensieri però li sento. "Che idiota quella; è una poveraccia; una sfigatoide; chissà che fa la notte; non è normale; ahah".
Ma non me ne frega un cazzo.
Amo stare così, quasi ci voglio rimanere tutta la vita.
E' così bello sentirsi vicinissimi alla Terra.
E' il mio grande immenso paradiso, non rompete.
Voglio godermi ogni attimo della mia esistenza.
Grazie.

Ironie della vita musicali traumatiche con Blahzay Roze: che fine hai fatto? In caso di storie di abusi sulle donne…

Non son riuscita a dormire, ma ormai il sonno mi è passato del tutto. Parlando finalmente con la mia amica fumettista dopo tantissimo temp...