Sembra un titolo per definire un esteso e bizzarro sottogenere del fandom, ma così non è, perché io, di vedere altre cose simili a questa COSA di cui tratterò, non avrò voglia.
Sarò masochista (sarcasticamente parlando) ma mi basta già.
Sto parlando di un'artista, molto brava per carità, che ho scovato per caso su Deviantart.
Cercavo disegni sulla coppia FlutterCord (Fluttershy e Discord, per intenderci: una delle mie ship etero nel fandom delle My Little Pony), e mi incappo nell'account di tale CrispyKat:
https://thiscrispykat.deviantart.com
M'iscrivo per tenerla d'occhio e spinta dalla curiosità, vado a dare una veloce occhiata alla galleria dei suoi lavori, come questi qua:
Meravigliose, non c'è dubbio.
Poi vedo roba come questa.
E quest'altra.
E QUESTA
Signori e signore, la sua gallery ne è strapiena di questa... Questa... Amenità.
Si passa dal vedere il caro BigMac come soldato nazista, a ringraziamenti ed anniversari su Hitler come se fosse il suo paparino tanto dolce.
Io non so e non capisco se siano parodie, ma da quel che vedo sembra la tipa troppo simpatizzante di tale ideologia. Non vedo nessun riferimento storico, solo roba pucciosa su Hitler e su questi suoi oc (con Kimba e personaggi Disney) che quasi lo amano.
Andando in giro nei commenti, leggo di chi non riesce a capire se sia veramente simpatizzante, e di chi apprezzi la sua arte, ma che non approvi le sue tematiche. Lei sembra non rispondere a nessun commento, ma lo fanno altri al posto suo: qualcuno è d'accordo, altri addirittura sembrano gradire anche il fatto che sia roba a supporto del nazismo, altri ancora dicono che si divertono a vedere bannare chi cerca di far rimuovere certa roba.
Quello che mi fa rabbia, non è che questa disegni fanart dolciose sulle MyLittlePony, (e poi sembri simpatizzante su cosa è contro il messaggio della stessa serie, coerenza eh) e mettendo roba nazi sopra: ho anche io tra i preferiti roba simile, ma SONO PARODIE. Parodie ragazzi, cioè roba fatta per prendere per il culo, e ci sta. Oppure racconti tragici che son ambientati in quel periodo buio. Non di certo robaccia che festeggia il compleanno di Hitler, come se fosse una cosa gioiosa.
Certo, ancora non mi capacito di come possa apprezzare questa le MLP, con il nazismo, ma so bene che ci son simpatizzanti di ideologie simili anche in altri fandom che proprio ci vanno a cazzotti, quindi la cosa ormai mi stupisce poco. Per dire, in ogni gruppo c'è sempre il seme del male, la mela marcia (citazione pure della Babs Seed delle MyLittlePony).
Quindi, ragazzi, io non so che dire.
E' brava, ma mi sembra molto ignorante, perché non c'è niente di così grazioso nell'ideologia nazista, e queste che fa lei parodie non mi sembrano affatto, ma piuttosto mania, fanatismo.
A malincuore, la segnalo a più non posso.
Nell'arte va bene tutto, ma non favoreggiare questi orrori.
Leggo comunque molti dire che sia "satira", ma a me non sembra affatto.
Ed okay, tanto per sdrammatizzare, tiro fuori la mia battuta:
"Tizia, hai preso un po' troppo sul serio Kimba il leone BIANCO"...
Era notte fonda, e come al solito la Creatura stava a rimuginare davanti ad una seconda tazza di té, pensando alle torte.
"Una bella e grossa, grossa torta alla fragola e cioccolata, con tanto, tanto zucchero..."
Era seduta vicino alla finestra, ed osservava la luce fioca dei lampioni illuminare un poco dei cespugli sottostanti. Le piaceva molto quando la notte mostrava squarci di luce in quel modo.
Non faceva neanche troppo freddo, ma per non raffreddare la sua bevanda decise di rinunciare al voler posare il viso per godersi il frescolino tipico primaverile. Le piaceva anche questo, le dava un senso di calore quasi afrodisiaco.
"Oh, io penso, sto ancora riflettendo" pensò la Creatura tra se' e se'.
La pancia le si gonfiò, e contrastava con il suo fisico magro e pallido. Era sempre stata un po' sottopeso, ma non era colpa sua, poiché questo era il suo metabolismo: non poteva farci niente se aveva lo stomaco molto piccolo. Fece espellere dei gradevoli suoni gutturali e cominciò ad alzarsi per sgranchire le gambe, anch'esse magre e pallide, ma che erano in grado di farle fare ampi spazi.
I suoi occhi non guardavano nulla, ma erano come fissi. Quando rifletteva era come se la realtà fosse sparita, ed al suo posto ogni suo pensiero, specie scena fantasmagorica, prendeva forma.
Era come se vedesse un'altra dimensione, e detestava essere disturbata in quei momenti.
"Cerby? O Maddy Mad Madison? O Edera Sognante Nella Notte?... O chi cazzo sei adess..."
La Creatura si destò dalla specie di trance e fissò con sguardo severo chi l'aveva ridestata.
Era uno dei suoi "servitori", il gatto Mau, nato qualche anno fa, creato da lei stessa.
"Mau, devi imparare a portarmi rispetto, quando lo capirai?"
Mau si vide avvicinare il brutto muso cupo e torvo della Creatura, e corse via. La Creatura sbuffò, e si risedette al tavolo, prendendo con le sue affusolate dita una mela verde, ed addentandola.
Controllò dove aveva morso, per evitare che mangiandola, cascasse dalle sue mani, tranciata.
Mau tornò in scena, ed osservando la Creatura, rise.
La Creatura voltò di nuovo lo sguardo truce verso Mau, girando solo i grandi occhi neri minacciosi verso la sua posizione, col resto del corpo fisso come una statua.
"Tu prova a ridere ancora e vedrai dove ti faccio volare adesso"
"Dalla finestra, tanto lo so" rispose Mau, alzando le zampette bianche.
"No, verso la vasca del bagno. Sono mesi che non mi occupo di te, e sapendoti un pigro del cazzo quasi quasi avrei voglia di farti fare un bel bagnetto, perché tu sei un gatto SPECIALE."
Mau scappò via una seconda volta, ma non sarebbe più tornato.
La Creatura sbuffò ancora, e rimirò la finestra da lontano. Pensò al tempo che stava lì davanti a lei, a quando voleva certe cose subito quando queste erano assenti, anche cose fisicamente impossibili, ma si ricordò che essendo in quella data forma, poteva avere più possibilità di realizzare alcuni suoi desideri. Purtroppo non aveva molta autostima, e specie nel volere alcuni rapporti con alcune persone, credeva che fosse ridicolo desiderare anche solo di poter parlare con chi desiderava, sia per interesse intellettuale, d'ispirazione o sessuale. Poi, era pur sempre una specie di mostro, una creatura non completamente umana, e che variava aspetto quando meno se lo aspettava, quindi chiunque ne sarebbe stato alla larga. Si accarezzò la fronte col capo rivolto in basso, senza guardare con attenzione dove volgevano i suoi occhi, e si pettinò alla bell'è meglio la lunga criniera corvina, che si fondeva quasi col resto del vestito che indossava, nero come la notte più profonda.
Sospirò e salì verso le scale. Aveva tutto un suo modo di percorrerle: saltava due o tre scalini alla volta, velocemente e senza fare fatica alcuna. Lo faceva da molto tempo, e questa cosa era diventata ormai un tratto della sua strana personalità.
Mau si era nascosto nel letto, tra i suoi numerosi pupazzi.
"Guarda che lo so che sei in mezzo ai miei amati Pupini... Se proprio non vuoi cadere nelle mie grinfie la cosa migliore sarebbe di uscire da te solo, dalla finestra, perché l'esasperazione ed abitudine potrebbero avere la più alta percentuale di far accadere ciò, tra le tante altre possibilità: fallo ma poi se avrai freddo fregacazzi tuoi"
Mau corse invece verso le scale, e la creatura abbozzò un mezzo sorriso ed ebbe un leggero tremito tra schiena e spalle con un versetto di tono basso da risatina sarcastica.
Cadde di soprassalto nel lettone come un volo, facendo volare anche le grosse sue preferite coperte di lana, ma si curò di non schiacciare i pupazzi che stavano sopra. C'erano tutti: Eric il corvo (non quello del film, poiché la maiuscola non è stata digitata), Venom la tarantola, il troll alieno, il Cerbiattino, la coppia Leo e moglie Tigrotta, Applejack delle MyLittlePony, Neve d'Orecchie (le cuffie natalizie), Jay V (oorhees), PallArancio, NativAccetta, Pippo, Bambolina 2012 e Cuore GhoulMaggot.
Si distese infine, raggruppando vicino a se' i suoi amati "pupini" (così definiva i pupazzi o le action figures)e si mise al computer portatile.
Mau tornò, le si mise accanto e miagolando con nella mente qualche stupida battuta, si stiracchiò, per poi accoccolarsi vicino alla Creatura, che si intenerì, cominciando a scrivere...
Pure questo lo volevo scrivere da tanto tempo, ed essendo ancora il computer come morto, mi è quasi impossibile fare tutto il resto che mancava da fare nel web, oltre che riguardo ai miei lavori digitali.
Quindi comincio subito, e se scrivo potrò aumentare l'attesa nel vedermi quella saga dopo tanti anni, promessa poco fa alla mia amica, di guardarcela assieme quando verrò su tra poche settimane.
Ebbene, domanda esistenziale: a quale delle Six Mane, ovvero, delle sei ponyne, della serie My Little Pony - L'amicizia è magica assomiglio di più?
Un volta trovai un test molto accurato con tanto di schema preciso, ma in lingua inglese, al sapere a quale delle sei protagoniste avevi più affinità: il problema è che adesso non riesco più a trovarlo, e ogni tanto qualche mia voglietta da fan della serie animata torna a farsi sentire, e ricordo vagamente che risultati mi uscirono fuori. Non credo nemmeno quindi che ne verrei a capo adesso, poiché da me sola non posso certo ricordare tutte le caratteristiche delle protagoniste, ma posso sempre provarci, sia per divertirmi, che per pescare il più possibilmente, tutte quelle informazioni che potrebbero aiutare altri a divertirsi nello scoprire se si somiglia o meno alla nostra pony preferita.
Ormai le puntate me le ricordo abbastanza bene, e trovandomi in più di loro non mi è difficile ricordare già che punti in collegamento avevamo, ma potrebbero spuntarne altrettanti mentre ne scrivo, quindi chissà?
Ebbene, come prima cosa, più importante, basarsi sull'aspetto che vorremmo avere e che abbiamo.
Pony di terra? Unicorno? Pegaso? Alicorno?
Colore pelliccia e criniera? Com'è fatta? E così via.
Farò il mio punto: ovviamente un pegaso dal pelo arancio smorto e lunghi capelli lisci neri.
Chi delle Mane Six ricorda questi due miei punti appena detti?
Applejack (arancio pelo) e Fluttershy (la più vicina possibile, avendo la divisa)
Idem occhi (vicino è RD, rosso/fucsia che potrebbe essere marrone).
Quindi ai nomi AJ, Fluttershy e RD aggiungiamo ognuna un punto a favore.
Ed adesso si parte con domande sullo stile di vita.
Ti piace la vita di città frenetica? RD
Ti piacciono le case piene di libri? Twilight
Ti piace stare più a contatto con gli altri? Pinkie Pie
Ti piacerebbe curarti di qualcuno? Fluttershy
Ti piace lavorare con guadagno in commercio? Applejack
Ti piace avere fama più come artista mondiale? Rarity
Ti piace lavorarti il "pane" quotidiano? Applejack
Hai una famiglia numerosa? Applejack/Pinkie Pie
Studi lontano dai tuoi? Twilight
Sei molto competitiva? RD
Sei abbastanza competitiva? Rarity
Lavori lontano dai tuoi? Pinkie
Lavori lontano dai tuoi e da sola? Rarity
Lavori coi tuoi parenti? Applejack
Sei una che ama la vita sociale? Rarity/Pinkie/Applejack
Sei una che ama più stare in pace? Twilight/Fluttershy
Sei una che si tiene in bella forma? RD/Applejack/Rarity
Sei una che ama prendersi cura dell'aspetto estetico? Rarity
Sei una che non si vergogna di dire che tiene ad essere sempre al top? Rarity/RD
Vuoi sempre vincere? RD
Hai l'indole timida ed introversa? Twilight/Fluttershy
Soffri spesso di insonnia? Twilight/AJ
Sei molto affettuosa? Pinkie Pie
Sei gelosa? Pinkie Pie
Hai fratelli? Applejack/Twilight/Fluttershy
Hai sorelle? Pinkie Pie/Applejack/Rarity
Hai una nonna? Applejack
Parli spesso con voce moderata? Rarity/Fluttershy
Ridi sguaiatamente? Pinkie/RD
Sei un po' bulletta? RD
Ti piacciono le creature considerate bruttine? Fluttershy
Sei contro il pregiudizio ed il razzismo? Twilight
Sei un po' civettuola? Rarity
Ti piace fare casino? RD/Pinkie Pie
Se non ottieni un obiettivo, ti disperi? Twilight/Rarity
Non diresti mai le bugie? Applejack
Chiedi spesso scusa? Fluttershy
Hai un animaletto domestico "bizzarro"? Pinkie Pie
O ne hai più di uno? Twilight
Sei una mangiona? AJ/Pinkie Pie
Ora leggendo sul web...
Terza parte, si fa il punto di ognuna delle sei pony.
TWILIGHT SPARKLE
Sei un po' filosofica.
Sei molto fedele ai tuoi doveri.
Sei molto umile.
Sai fare molte cose e molto bene.
Fai ogni giorno un resoconto di ciò che hai fatto durante la giornata.
Vuoi essere una figlia modello per i tuoi.
Quando ti arrabbi ti "bruci" subito.
Sei spesso sotto tensione.
Sei molto acculturata.
Non sei superstiziosa ma razionale.
Ti piace la matematica e diverse discipline scientifiche.
Hai un leggero disturbo ossessivo-compulsivo dell'ordine.
Non sei pratica di faccende molto manuali.
Il tuo animale preferito è un uccello o un rapace.
Porti la frangetta/meches di colore più chiaro.
APPLEJACK
Ti piace maneggiare la terra.
Sei una mercante.
Parli in dialetto.
Spesso preferisci faticare con le tue sole forze.
Ti alzi il mattino presto.
Hai un fisico molto mascolino.
Sei molto disordinata.
Usi nomignoli teneri.
Ti preoccupi molto della tua famiglia.
Il tuo animale preferito è un cane.
Hai in testa sempre il tuo capello preferito.
Sei un po' volgare e sboccata.
Quando litighi, dopo sei la prima a scusarti.
Sei molto legata alle tue tradizioni.
Sai cucinare.
Non ti piacciono le cose eleganti.
Sei bionda naturale/hai le lentiggini.
Mantieni in ordine solo i capelli, legandoli.
FLUTTERSHY
Sei sempre tra le ultime file.
Sei molto, molto emotiva.
Tremi facilmente.
Hai a cuore la sorte degli animali e della Terra.
Sei molto pacata.
Vuoi sempre far stare ad agio qualcuno.
Agli estremi, però, ti fai valere.
Sei un po' lenta.
Si confidano molto con te.
Ti piace preparare the' e medicine quando qualcuno sta male.
Quando ti scaldi hai uno sguardo molto severo.
Non ti schifano vomito o altre cose poco gradevoli di scarto.
Hai paura delle altezze e di volare.
Leggi anche riviste di moda attuale, ma non frequentemente.
Sei musicista/musico di grande importanza.
Sei un po' goffa nel muoverti.
Hai i capelli molto, molto lunghi.
PINKIE PIE
Ti piace stare in mezzo ai bambini.
Adori cose colorate come palloncini e giochi.
Sei chiacchierona.
Scrivi canzoni e le canti pure.
Sei imprevedibile.
Hai un animale bizzarro che tratti come quasi una persona.
Fai discorsi sconclusionati.
Sei molto eccitata anche quando devi stare calma.
Sei abbastanza coraggiosa.
Ti piace fare piccoli scherzetti.
Ti piacciono le cose zuccherose.
Hai spesso crolli emotivi.
Temi la solitudine.
Non perdi mai la speranza.
Sai suonare tantissimi strumenti.
Non sai cucinare bene.
Ti piace ballare.
Sei molto intuitiva.
Sei molto fantasiosa.
Sei un po' come se tu avessi una doppia faccia.
Fai spesso espressioni buffe.
Ti piace mascherarti.
Hai i capelli ricci e vaporosi.
RAINBOW DASH
Non ti piacciono le cose frivole.
Non ti piace leggere, ma se trovi qualcosa che sia avventuroso ci perdi la testa.
Sei un po' maschiaccio.
Hai una tartaruga come animale domestico.
Hai combinato spesso guai molto più grandi di te.
Ti piace deridere un po' la gente.
Sembri molto sicura di te.
Quando qualcuno ti infastidisce, lo fai capire senza troppe esitazioni.
Non sopporti chi ti rallenta nel tuo cammino.
Sei certe volte un po' maleducata.
Ti piace vincere.
Vuoi che tutti riconoscano la tua posizione e che ti rispettino come "cool".
Ti piacciono le sfide impossibili.
Vuoi essere ricordata per qualcosa di fenomenale.
Vuoi far parte di qualche gruppo sportivo.
Difenderesti i tuoi amici da qualsiasi atto di bullismo.
Hai i capelli lunghi ma non te ne curi molto.
Sei sempre pronta a farti avanti nei litigi.
Odi annoiarti.
RARITY
Ti piace la classe e le serate da vip.
Sei molto creativa.
Hai dei bellissimi capelli.
Ti piacciono i gatti.
Ti piacciono le cose di seta e morbide.
Ti piace essere "salvata" da qualche bel tipo.
Ti piacciono le pietre preziose.
Ti piacciono i trattamenti di bellezza.
Ti piace sentirti bella ad ogni occasione.
Ci tieni a farti un nome nell'alta moda.
Ti piacciono i profumi.
Ti piace ispirarti alle dive del cinema.
Certe volte pecchi di leggera avarizia.
Sei molto desiderata dall'altro sesso.
Le tue creazioni vengono viste molto bene e ricercate.
Porti sempre troppa roba con te.
Non ti piace sporcarti ed essere in disordine.
Curiosamente, hai dimestichezza con le arti marziali.
Sai sedurre in modo convivente.
Cambi spesso pettinatura.
Ti piastri i capelli.
Già da piccola avevi volontà nel seguire il tuo sogno.
Hai l'aria da artista.
Adesso tirate assieme i punteggi.
La maggioranza sarà la pony a cui somigliate di più.
Il test l'ho creato io, quindi sarebbe gradito non copiare ne' riprendere senza citare le fonti.
E' il primo di aprile, e da quel che ho visto ho davvero dei grossi problemi a far funzionare quel cazzo di trabiccolo moderno che è il computer con cui ho sempre lavorato.
Non son potuta nemmeno andare dalla mia amica, e nonostante la gioia insonne di stamani, non riesco a disegnare per vari motivi, e quindi decido di... Beh, cercare altri cartoni/fumetti del mio passato. Non è una novità (sono fan del personaggio di Lobo e di tanti altri, ma non lo dico spesso), ma se in questi anni l'ho fatto poco presente è perché per primo motivo, l'imbarazzo nel far sapere che mi piacciono certi fumetti, e secondo, perché non avevo proprio la disponibilità (non sempre almeno) per potermi vedere certe serie animate e testate senza che qualcuno lo venisse a sapere.
Insomma, ho voglia di ri-vedermi la serie famosa di Batman, quella animata s'intende, che vidi ormai quando ero bassa quanto una sedia (forse una seconda volta quando andavo alle elementari dopo i dieci anni, chissà), e che avevo rimosso del tutto. L'unica cosa che mi è tornata in mente e' stata vedere una scena dei gas paurosi di Crane, che mi ha acceso quella lampadina dei ricordi inconsci creduti perduti: la faccia sua che diventa un mostro dai denti aguzzi.
Sono molto timida, ma parecchio, e certe volte quando qualcuno mi vede interessata su qualcosa, io arrossisco e nascondo lo sguardo come quando ero bambina. Non è facile essere più "spavaldi" quando per tutta la tua vita ti hanno sempre ripreso in giro sulle cose che più ti piacevano, specie in gran modo gli argomenti cartone animato e fumetti, considerati roba "infantile": certo, pure sui miei gusti musicali e del vestiario avevano da ridire (metal "peso" e vestiti neri e coprenti non aiutavano certo a farmi fama positiva, ne' a scuola ne' in città... Dio quanto ho odiato la vita di città). In questi anni poi, che sto cercando di vergognarmi il meno possibile di me stessa (sempre comunque controllandomi per timore di andare quel troppo oltre), sto anche disegnando più come vorrei, stilisticamente parlando (ma per storie e battute ahimè quello ancora mi vergogno assai), e quindi un tuffo "soleggiato" nei ricordi infantili è plausibile. Purtroppo, assieme a quello, esiste anche la mia "parte oscura" (che comunque, detto in senso relativo, tutti abbiamo), ovvero la mia fissa quasi morbosa per tutto ciò che riguardasse la Morte. Probabilmente non so se avrò tempo e voglia di fare questo resoconto sulla serie (son tanti episodi accidenti, e la memoria è quel che è), quindi parlerò solo di questa cosa qui, che mi tengo ormai da anni dentro, e che pochissimi, davvero pochi, ne son a conoscenza. Che poi, conoscendo questa saga, ci son molte cose in comune tra essa e me, ma dettagli.
Io come già spiegai, son stata cresciuta in un istituto. Quei centri dove i bambini, senza una custodia ufficiale, venivano mantenuti finché una famiglia adottiva o affidataria non volesse loro con sé. Il mio centro stava a Milano, dove nonostante tutto respiravo aria pulita e intorno a me c'erano dei bei giardini: giardini dove io regolarmente ogni mattina, tiravo su le mattonelle di marmo (molto pesanti veramente tanto per una bambina mingherlina di 5-6 anni!) per "salvare" gli insetti che ritenevo io "prigionieri" delle "cattive" formiche. Ho sempre avuto interesse specialmente per i lombrichi (ne disegnavo anche sui fogli), e per le mosche. Purtroppo era vietato tenere animali, e così fui costretta ogni volta a nascondere il mio "bottino" in qualche manica o tasca. Questo funzionò finché un bambino spione mi vide qualcosa scappare dalla mano. Potete immaginare bene cosa accadde. Un caos e io rimasta malissimo per aver perso un porcellino di terra. Con quel bambino ci litigai molto, e una volta finimmo quasi per fare a botte in autobus. Lui mi strappò molti capelli e io promisi a me stessa che mi sarei vendicata quando meno se lo sarebbe aspettato. Non andò così, ma in camera sua entrai lo stesso: ero silenziosa e quasi nessuno, vista la mia altezza, riusciva a trovarmi subito. Quel bambino però non tornava più, e così mi misi a giocare coi suoi giochi. Indovinate un po'? Era la casa di Batman. Io non avevo niente del genere (solo cose pop come Pikachu) e quindi, amante come adesso delle casette in miniatura, ci giocai non so quanto tempo, per poi rimettere tutto a posto, senza lasciare tracce. Nessuno seppe infatti che c'ero stata, ma mi promisi anche che non ci avrei mai messo più piede. Forse la mia intenzione era quella di rifilargli insetti nel letto, ma quel giocattolo era così invitante che dimenticai la mia "missione". Non ero infatti una bimba "modello". Timida sì, ma parecchio ribelle, e a tratti, "macabra". Non lo dicevo io, lo dicevano i miei educatori. Anche qualche bambino lo disse, ma sentirlo da degli adulti era tutt'altra cosa. Un bambino non era chi mi accarezzava la testa ogni sera perché quasi nessuno mi abbracciava; un bambino non era uno che ti consolava di notte dopo ogni incubo dove c'erano boia che aspettavano di tagliarti la testa. I miei due compagni di stanza, due maschietti coetanei, mi sopportavano appena, immagino, perché da piccola ero un poco insonne. Però, anche se facevo incubi orribili, mi piacevano le cose inquietanti. Le sognavo, e facevo finta di essere pure io un mostriciattolo, per puro divertimento. Fu questo però, a farmi cascare del tutto il mio mondo allora sereno da parte degli adulti. Un giorno mi venne l'idea di nascondermi dietro l'armadio, nonostante qualche bambino mi avesse avvisato che qualche educatore si sarebbe arrabbiato. Io non ci detti peso (carattere testardo avevo) e mi nascosi perfettamente. Lei, l'educatrice Luisa venne ad aprire ed io uscii fuori urlando. Mi arrivò il primo schiaffo della mia vita, una sensazione che non avrei mai immaginato sentire a causa di chi mi manteneva in quel momento. Mi misero in punizione, anche se io ripetevo fino allo sfinimento che non volevo farlo apposta, che era solo uno scherzo e bla bla, ma loro mi chiusero in camera, al buio. Stranamente non ero terrorizzata, perché al buio ero quasi abituata, ero più in shock per lo schiaffo, perché per me quello non era altro che un simpatico scherzo innocente. Scema però non ero, e accettai la punizione. Non solo ero abituata all'oscurità, ma in mio aiuto venne la mia cara fantasia. Vennero i miei amici immaginari fantasmi (una famiglia numerosa), che parlarono con me, finché non chiusi gli occhi e mi addormentai. Continuarono ad usare questa sorta di punizione, ma io avevo i miei trucchi, e avrei continuato ad usarli per non stare male a causa di sciocchezze come queste qua (si trattava di una marachella in fondo). Così, dopo questo trauma inaspettato, cominciai a chiudermi sempre di più, giocando poco con gli altri coetanei, e stando sempre più per i fatti miei, a giocare con gli insetti o con gli uccelli. Di notte invece, o non dormivo o avevo frequenti incubi. Fu però anche il fatto dei miei compagni di stanza che lentamente si stavano facendo adottare, che alimentò ancora di più il mio isolamento. Mi domandavo perché non potevo sapere la loro destinazione, o se mi avrebbero rivisto, ma ancora oggi, come giustamente sia, non ne ho mai saputo più nulla. Come se non fossero esistiti, spariti nel nulla. Cominciai a pensare che dovevo aspettarmi qualsiasi abbandono, e se nello stesso tempo mi isolavo, nello stesso tempo con alcuni volevo che rimanessero a giocare il più possibile, per paura che se ne sarebbero andati via pure loro da me. Cosa rara comunque, perché avevo pochissimi amici a causa dei miei interessi "cupi", quindi ancora di più ero combattuta fra l'essere più accomodante, e l'essere più distaccata: non ci capivo più nulla ormai, e questa cosa sarebbe continuata ad accadere anche negli anni dopo, dopo il trasferimento nella vita di città. Certo, ero in una città anche io, ma lontano, e spesso nelle gite, se non si andava a Rimini, si albergava in montagna, posto che amavo più degli altri. Scappavo sui tetti, o cercavo di infilarmi dentro qualche imboccatura di legno marcio, per scoprire insetti o roba "antica". Facevo dannare, e di notte, volevo sempre uscire per far compagnia alla luna. Volevo anche andare in giro per i boschi da sola, ma questo non me lo avrebbero mai permesso: però qualche scappatella riuscivo a concedermela, ed io sola e soltanto, immaginandomi chissà quali personaggi farmi compagnia. Avevo una fantasia fervida, e loro lo sapevano già, come sapevano anche del mio interesse riguardo il tema della Morte. Nei miei disegni ricordo un personaggio molto frequente: un t-rex pallido dagli occhi rossi di nome appunto, "Morte". Dicevo loro che era buono e che mi avrebbe protetto sempre, ma questa cosa a loro inquietava, assieme ad altre, del mio "bizzarro" comportamento. Dicevano che avevo una forte intelligenza, ma che ero troppo morbosa e troppo fantasiosa, che non sapevo "distinguere la fantasia dalla realtà" (questo non credo proprio, mi scusavo ogni volta dicendo "No, signore, è uno scherzo, stavo scherzando, è per ridere). Volevano insomma costringermi a fare più amicizie e meno pensieri di quel genere. A loro, che dicessi che le madri delle mie immaginarie farfalle fossero morte, o che dei pupazzi parlassero con me: era segno che qualcosa non andava. Certo, tutti abbiamo i nostri problemi, ma che volevano pretendere da me, che al tempo non avevo mai avuto una vera famiglia? Ero ribelle perché non avevo avuto educazione, ci sta, ma non c'era da biasimarmi così tanto. Soffrivo molto a causa di questa cosa, e mi facevano paura tutti quei cambi di posto e di gente intorno a me. Volevo stabilità, l'essere più libera, ed i miei timori erano più che normali. Oltre a questi, aggiungo il fatto di vestirmi e trattarmi come un maschio, e di dire che ero "minuta con grandi occhi neri": ma in un altro foglio che lessi, "con grandi inquietanti occhi neri". Nessuno mi disse, ne lessi, che ero considerata una bambina di bell'aspetto.
Questo rimase anche negli anni dopo: sapendo di non essere chissà quale bellezza, preferivo essere più di questo, a tal punto che se qualcuno avesse detto che fossi carina, non ci avrei creduto (ed un po' neanche adesso ci credo, ma spesso è per imbarazzo e timore dei contatti). Era diventata la mia corazza, ormai, e invece di fare stupide vendette avrei fatto finta di stare al loro gioco, alle loro punizioni. Ero furba, e finché facevo credere loro di essere "passiva" avrebbero abbassato i loro controlli su di me. Ovviamente erano più assidui, ma io cercavo di tenere duro. Cambiò tutto quando mi trasferii, e lì non fu facile affatto capire come avrei dovuto comportarmi per stare meglio, tornare a quelle cose meravigliose e cupe che tanto mi affascinavano, rimanendo nella mia fervida fantasia.
Quando mi trasferii, affidata alla famiglia da parte di mia madre, a mia zia, credetti che sarei tornata ancora su quei monti, ma così non fu. I miei amici immaginari mi tennero compagnia, e portai con me tutti i pupazzi e disegni che feci. Sentivo già la mancanza della vita che stava andando via dietro di me, tutti i ricordi, e non volevo che ciò accadesse in modo peggiore: cominciai così ad immagazzinare ricordi su ricordi, anche i sogni. Se non riuscivo a trascriverli, per timidezza o poca volontà, sarebbero questi rimasti nella mia testa, o raccontati a qualcuno di speciale, qualcuno che magari condivideva i miei stessi gusti, o che avesse una fervida immaginazione. Pochi ne trovai, e neanche con loro durò molto. La mia unica amica delle elementari, con nome simile al mio, sparì su volere di mia zia dopo la prima media. Seppi che c'era dietro il timore che suo padre (pedofilo presunto) arrivasse a me. Ma ci rimasi male lo stesso, perché per me lei era l'unica persona che poteva capirmi, anche se più "allegra" di quanto lo fossi io. Di nuovo caddi in tristezza, dormivo poco ancora, ma fu peggiore il mio inserimento nella nuova vita. Ero timida, e molti ragazzini o mi stavano lontano, o mi prendevano in giro. Certo, anche da piccola qualcuno mi prendeva di mira, ma stavolta erano più numerosi e facevano molto, ma molto più male. Dicevano che ero "matta", non una che stava con la testa a posto, che facevo loro paura, che sembravo una morta o qualcosa del genere, perché stavo sempre in penombra in classe, e non parlavo quasi mai con nessuno, da quando mi abbandonò Alessandra. Per ricordarmi di lei, presi curiosità di tante cose che mi disse che le piacevano, e che sarebbero piaciute anche a me. Poi feci amicizia, più per tentativo mio di "farmi avanti" che da parte loro, con numerose compagnie, che durarono tutte poco. Ci furono così altri periodi di isolamento, dove per non stare in casa con la mia amata musica metal, andavo a zonzo per le strade, senza una meta precisa, persa nei miei pensieri, rimuginando ancora ed ancora sui ricordi che non volevo perdere.
Stavo diventando però più insonne per altri motivi ancora. Uno, il più terribile di tutti, era causato dall'abuso di mio zio su di me che iniziava ogni notte, ed un altro, che per me ormai solo la notte era il mio tempo, il mio unico momento di pace, poiché di giorno era il vero inferno. Amavo la notte, ed ora l'avrei amata molto di più, volevo essere anche pallida come la luna piena, e nera come il buio. (Eh sì, non son certo così per fare la goticona, è sempre stata mia intenzione avere il pallore già dai cinque anni, e dei goth/metallari non ne sapevo niente)
Così fu e così è ancora oggi. Sono nottambula e questa è sempre stata la mia natura. E' buffo aver scoperto dopo il collegamento tra l'elemento della notte/luna col mio animale alter-ego, il cerbiatto. Sempre ricordando la mia infanzia a Milano, dopo l'incontro con qualcuno di questi esemplari o caprioli, la mia educatrice disse che avevo gli occhi come loro, così decisi che sarebbe stato il mio animale come metafora della mia persona (un po' come quando mi dissero che avrei dovuto fare la pittrice per il mio talento nel disegno). Sempre sul cervo, sulla notte e sulla Morte, ebbi un incubo molto forte, che ancora ricordo molto bene. Ero in metropolitana, da sola, e davanti a me, vicino ai binari, mi aspettava proprio la Cupa Mietitrice. Non voleva farmi del male, solo che mi avvicinassi a lei per osservare qualcosa, che arrivò subito. Un treno super veloce, e un urlo agghiacciante di qualche essere umano, sovrapposto alla mia fugace visione di una testa mozzata terrorizzata vicino ad una testa impagliata di cervo adulto maschio. Questo sogno ancora mi porta pensieri e domande, e lo considero come una specie di visione ormai. Non voglio che crediate o no a quel che penso, ma per me questo sogno è sempre stato e sempre sarà importante. Mi ha ispirato, e certe volte anche aiutato. Ricordando sempre di mio zio che mi abusò, è ironico che poco tempo dopo l'avermi fatto male, morì di gravi malattie causato da se' stesso. Questo stesso sogno assieme ad altri propositi di vita, mi aiutò a non suicidarmi per davvero quando a scuola mi sembrava tutto andare a cadere nell'abisso, come in frequenti sogni allora, dove cadevo chissà dove, o vedevo sangue e squartamenti. Il mio interesse nel morboso ha fatto sì che mi interessassi alla cronaca nera, ai problemi mentali e cose simili, purché non rischiassi di incapparci pure io. Non ho mai fatto male a nessuno, ma quando stavo malissimo, in quegli anni, specialmente per paura che mio zio tornasse a farmi male una volta rimesso, mi interessai sempre più alle armi, ed al coraggio per farmi giustizia da sola (anche da piccola mi piacevano un sacco le lame e i forconi, ma lo facevo più per "scherzare"). Pensavo così di vendicarmi, ma nello stesso tempo piangevo perché avrei peggiorato anche le cose, o che non ce l'avrei mai fatta perché "cattiva" non ero, almeno non fino a uccidere qualcuno. Forse ora a leggere queste cose vi sembra una roba folle, ma rendetevi conto che ero minorenne, nemmeno 15 anni, e mio zio mi faceva cose contro la mia volontà, tirandomi ogni volta via dal letto, per spogliarmi e legarmi (e picchiarmi con la cintura se fiatavo), e oltre a questo, ero non poco frequentemente picchiata dagli altri (più di due schiaffi anche per scemenze) o offesa con termini gradevoli come "Down" o "Una che deve essere picchiata come i muli" o "Una che non sa fare una o col culo" (cioè una che non sa fare un cazzo nella sua vita). A casa, così, a scuola, bulletti che mi tiravano addosso gomme o mi facevano cose umilianti alle mie cose o addosso a me (come tentare di toccarmi le mutande di mia zia prese perché eravamo in periodo nero e mia sorella, allargando le mie stesse mutande, me le aveva ormai rovinate). Io non ce la facevo più. La vita spensierata di una volta, quelle colline, quei monti di neve ormai offuscati dalle memorie del tempo andato, mi mancavano terribilmente, così come mi mancava tornare ai miei piaceri considerati "morbosi" o "esagerati" come far finta di vedere una persona davanti a me sul bus (quando lo raccontai mi rivelarono che la supplente si terrorizzò così tanto che disse che dovevo essere curata per questo: mi cascò di nuovo il mondo addosso). Combattuta fra questi stress, il trauma subito, la paura di venir ripresa delle poche cose che mi davano gioia, ed il voler qualche amico che mi trattasse come un fratello/sorella (con la mia biologica era più botte e botte tutti i giorni, ci tiravamo anche i bastoni di ferro), volevo farla finita. Non di certo mi tagliavo, ma pensavo piuttosto di cadere dalle scale, come un pupazzo senza vita, cosa che ero effettivamente: non dormivo molto, e litigavo spesso con tutti, ero confusa tra stanchezza e bassa autostima, rotture di rapporti e affetti, e nulla mi era più stabile ormai. Non credevo nemmeno che avrei trovato un qualche amore, o amicizia vera che desideravo più di ogni cosa. Non accadde mai che arrivai a quel tragico punto, ma perché ho sempre creduto in una strana speranza, non volevo abbandonare tutte le mie gioie, i miei ricordi: questo grazie al pensiero della Morte stessa, che mi faceva pensare che avrei dovuto tenere duro, anche a costo di sembrare io stessa un morto. (in un mio sogno una volta ero davanti ad uno specchio, ed avevo un aspetto affamato e orbite vuote)
Poi verso i 17 anni cambiò tutto ancora. Ero sempre triste sì, causa di ricordi incancellabili, ma cominciavo ad uscire e conobbi, seppur sempre di passaggio, gente che mi criticava meno. Poi vennero le rotture sentimentali, e continue fughe, solo per vedere se ancora quella parte di me che arrischiava era ancora viva.
Ancora adesso però, la Morte mi accompagna, e la vedo in ogni cosa, in ogni mio pensiero, così come nei sogni, o nei racconti, o nelle cose che più mi piacciono. Cerco ad ogni modo di fare del mio meglio per andare avanti, per stare meglio con me stessa anche se facile non è, ma quella che feci da piccola è come una promessa mortale: slegarla non si può, altrimenti pure il mio stesso animale, sognato assieme, si allontanerebbe da me, finendo per non ispirarmi più.
Ho detto anche troppo, ma voglio dire di più, perché penso che la gente si debba dare una svegliata e capire che noi "sfigati" non siamo poi così diversi da loro e da altri. Questa stessa Morte e il mio Cervo mi dicono che se sono ancora in vita è per portare certi messaggi, che siano alla mia prole o no. Mi parlano, sono come muse o demoni, chiamateli come vi pare, ma mi accompagnano da una vita, sono loro in me, fanno parte di me, e lo saranno finché avrò spoglie vive su questa Terra.
Un'altra vecchia storia stramba, probabilmente la mia prima fanfiction su artisti reali.
In realtà, è da tantissimi anni che la volevo pubblicare, ma che la lascia invece a riempirsi di polvere per due semplicissimi motivi. Uno, che era scritta non esteticamente molto bene, e secondo motivo, che non volevo mostrarla, dopo appena i primi capitoli, a qualcuno, nemmeno a chi me la chiese.
Sì, perché questa specie di fanfiction, nacque su richiesta sul mio primo e vecchissimo account di Deviantart. Questo utente sapeva che scrivevo storielle e che facevo disegni di tipo erotico, così un giorno mi scrisse di inventare per lui un racconto con protagonisti una certa Alice e del suo erotico incontro in un circo con la rockstar Joey Jordison. Non mi chiese altro, quindi mi lasciò la più totale libertà nell'esprimere le fantasie possibili. Ma da un semplice raccontino, divenne un vero e proprio romanzo senza finale scritto. Un'idea che avevo cominciato a raccontare nel mio quaderno col gatto nel prato stampato sopra (truccato da mia sorella con tanto di ciglioni e rossetto nero), nelle noiose ore di scuola superiore. Doveva essere solo una fantasia erotica, ma io aggiunsi moltissimi particolari che con l'idea iniziale poco avevano a che fare, diventando più come sempre una cosa mia personale, dove sfogare tutti i miei pensieri e sogni. Alla fine, quel racconto non arrivò mai al richiedente, come detto, perché un po' perché mi stufai, un po' perché non avevo messo quasi niente di così spinto da soddisfare lui o lei che fosse. Non lo mostrai nemmeno alla classe (tranne per una ex amica di passaggio, ma lesse solo i primi capitoli) ne' ovviamente alla mia famiglia (che manco si interessava ai miei disegni, figuriamoci). Non ha nemmeno un finale, anche se ricordo abbastanza in modo nitido come sarebbe andata a finire per i personaggi.
Perché lo posto? Perché tutti noi amanti delle storie, abbiamo avuto i nostri piccoli orrori di scrittura. Non reputo infatti questo manoscritto chissà che cosa, ma ci son affezionata lo stesso perché come sempre faccio, nelle mie opere metto sempre molto di me. Quindi vi lascio leggere ciò, senza che badiate troppo alla grammatica, ma presentandovi anche alcuni aspetti importanti, poiché credo che la storia non sia di facile interpretazione, e non solo perché ho un modo tutto personale di raccontare.
1. Purtroppo i precedenti capitoli, che scrissi a parte in un taccuino, son andati persi. Ma ricordo perfettamente che la protagonista, Alice, era una ragazzina diciassettenne pallida, dal lungo vestito rosso (allegoria dell'eros), che era scappata dall'orfanotrofio, con solo in braccio una scatola segreta di sua nonna: essa sarebbe finita così, attraverso fughe di autostop e cadute dentro pozzi ghiacciati, in un circo, dove avrebbe assistito ad un sensuale spettacolo di due (ispirate) rockstare famose. Così, per non farsi riacciuffare, finisce per nascondersi da una certa famiglia TreeMan, e finendo per passare una serata dolce con l'artista dello show Nathan. Della notte non scrissi niente: Alice si svegliò il mattino dopo frastornata e con tutto un viavai animato di gente che parlava di lei.
2. Non conoscevo EFP, ne' sapevo di queste fanfiction (almeno, non ero proprio dentro quel mondo) perché avevo sempre scritto cose di assoluta mia inventiva: inoltre ero più timida di allora, e non avevo il coraggio di mostrare certe cose, poi scritte in modo abbastanza mediocre. Non sapevo nemmeno della moda di raccontare stupri (pensare che credevo a poco tempo fa che fosse una cosa recente) come se fossero una cosa da niente. E' vero che qui tale personaggio famoso viene ripreso, ma si discosta parecchio da quello originale, per poi venir buttato via come un foglio stracciato nei capitoli dopo (quindi si capisce perché alla fine non mandai proprio nulla a chi voleva che scrivessi qualcosa di erotico su di lui con questa Alice), perché come già dissi, io fui vittima di abuso (fortunatamente non gravissimo, ma posso confermare che ancora oggi mi si ripercuote nei ricordi e che mi abbia provocato non pochi traumi e problemi). Il fatto ancora più importante però, è che questo Nathan non è davvero uno stupratore, ma un uomo di una certa età (insomma, tutto un altro personaggio!) innamorato di questa giovanissima protagonista. Nulla scrissi di uno stupro affermato, ma piuttosto di qualcosa che c'è stato e che non si sa se è stato un bel sogno, diventato triste realtà (pedofilia in primis). Tutto ciò alla fine è collegato a quel che ho sentito io quando mi accade una cosa ben peggiore. E nemmeno la protagonista è paragonabile a quelle migliaia di Hope dei pseudo-racconti: lei è inquietante, ha problemi, fugge, è come smarrita e quasi sulla pazzia. Ed appena scoperto che il suo "amore" tiene ancora al suo collega sentimentalmente, non lo saluta nemmeno: decide di fare così una sorta di ennesima fuga con l'amica trovata, facendola partecipe del suo stato mentale considerato "instabile".
Alice, questa Alice, non sta bene, fa pena. Così come fa una certa pena Nathan, schiavo passivo della sua maschera da "rockstare maledetta". Così come fa pena Emily, accecata dalla gelosia, e come Johnson, anziano che ormai vuole solo cercare di vivere i suoi ultimi giorni senza più tragedie.
3. Non sapevo infatti, ahimè, come funzionassero le cose in termini legali, ma non avendo qualcosa che potesse soddisfare le mie domande su certe leggi, ho lasciato campare per aria quel fattore. Ribadisco, è diventata alla fine una storia più mia che per altri, quindi non davo molto peso a queste cose, messe solo perché beh, detestavo molte leggi ai tempi, gli assistenti sociali, ecc: quindi più mettevo questi in cattiva luce più stavo bene. Oh, ero minorenne, qualche screzio ci stava.
4. Rileggendola, dopo tanto tempo e così accuratamente, mi sono accorta di averci fatto inconsciamente molti collegamenti con uno dei miei racconti preferiti (nonché film della Disney ma non solo): Alice nel Paese delle Meraviglie. L'utente non aveva certo chiesto questo, eppure pensai sempre a Alice Liddell. Posso dire che una cosa simile è accaduta sempre involontariamente, per il mio futuro personaggio dal nome variato: Alicia. Quest'ultima, aveva anche il riferimento ai conigli che rappresentano sia l'amore che la morte, addirittura, al passaggio tra la vita reale e il lungo sonno. Inoltre, anche un altro tema, ancora più ombroso e tragico, collega sia Alicia e questa Alice, che vedrete a fine blog, dove racconterò il finale, e quindi lo stesso quasi per tutte e due.
5. Cosa assai curiosa ancora, fu che il personaggio Danny, inventato del tutto da me (nome preso da un mio ex conoscente, ma senza ispirarmi su altro di suo), stava quasi prendendo il posto del protagonista. Quasi era il mio modello immaginario di "fidanzato" ideale (ahimè mai incontrato fino ad ora). Non somigliava a nessuno in particolare, anche se un'idea, può farvene, caratterialmente ma anche quasi finisicamente, al ragazzo protagonista del bellissimo film horror/fantastico "Dolls" del 1987, di Yuzna: il film comunque, lo vidi per la prima volta molti anni dopo, quindi non basatevi troppo sul modello citato. Danny aveva lunghi capelli rossicci, pelle pallida, indossava una camicetta a quadretti ed un cappello chiaro che ricordava molto i cowboy e i contadini (giuro, me lo immaginavo così) ma certe volte si vestiva in modo elegante, con tanto di capello a cilindro.
6. I capitoli sono brevi uno per uno, ma non perché fossi pigra, ma per scelta estetica della stesura sui fogli. Inoltre pensavo che sarebbe stata una cosa breve, quindi ancora meno peso ci avrei dato. Ma negli anni dopo, ogni tanto, tornando sul racconto, finii per aggiungere gran parte degli elementi mancanti alla narrazione (che erano già nella mia testa). E poi, gli orari di scuola non è che ti lascino molto relax, vi faccio presente. Ma già aver messo tutti questi dettagli all'idea iniziale dovrebbe farvi capire che fantasie mi si creavano nella testa al tempo.
31 "Ora ti spiego meglio come stanno le cose le cose" Alice la fissò col suo sguardo penetrante. "Vent'anni fa io e lui, ecco... Una sera ci incontrammo nel backstage di un suo concerto e... Sai, ci divertimmo un po'... Solo che io me ne innamorai all'istante... All'inizio non glielo dissi subito ma a causa di alcune circostanze, lui lo capì e io dissi la verità... Da quella volta mi tenne le distanze e mi parlò poco..." Emily ansimò. "E quindi, che c'entro io?" sbuffò Alice. "Ti ha usata, come ha usato me in passato, e non voglio assolutamente che tu soffra ancora." "Io non sto affatto soffrendo" sbigottì Alice. "Ma soffrirai! Ora sei ancora piccola per capirlo, ma lui ha abusato di te! Non è vero amore, Alice! E' perversione!" "Allora mi piace" sussurrò Alice. "Ti piace ma poi finirai per star male!" gridò Emily. "E tu che ne sai... Io non sono te" "La storia è sempre la stessa, Alice" "Sei solo invidiosa" "No, Alice, credimi, quello che hai provato è poco rispetto a quello che feci io in passato..." Esitò. "Certo, magari tu ti sei emozionata un po' di più" disse poi Emily amareggiata. "Appunto." "E poi lui ha quarant'anni, Alice! Ti usa, il suo non è amore, lo capisci questo?" "Ma il mio sì" "E quando poi lui morirà? Cosa farai?" "Morirò con lui anch'io" disse decisa Alice. 32 Nathan si sentì morire. Perché soffriva così tanto per quella ragazzina che non conosceva nemmeno? E non bastò solo questo: anche lo spettacolo rischiava di andare in fumo. Mancano solo tre giorni ed Alice non l'avrebbe più rivista. Impossibile, non può esistere: lui quarantenne innamorato di una ragazzina! Mr P. si stropicciava la faccia o batteva i pugni sul muro:" Dannazione, Nathan, ma che ti è saltato in testa? Sei diventato matto? Manco fosse una groupie quella lì! E' così piccola! E tu cosa fai? Cosa fai? Te la scopi a sangue!" urlò. "Non l'ho scopata." disse Nathan. "Ah sì?" chiese P con gli occhi fuori dalle orbite. "Ci siamo divertiti un po'... Nulla di male" "MA LEI LO VOLEVA? Cristo santo Nathan, potrebbero farti causa di pedofilia!" "No, no, no... Non lo farebbe mai Alice..." "Ma gli altri sì! La gente ci guadagna, cazzo!" "Non me ne fotte nulla" disse Nathan serio. "Sai che se anche fosse veramente 'colpita' dai tuoi giochetti, non la vedresti più? Non vi vedreste mai più, mai più! Perché se non te ne fossi accorto, è in custodia ad Emily, la tua ex!" "Alice non è Emily e pensa col suo cervello" "Già, e tu invece hai pensato al suo corpo e non al suo povero cuore tormentato!" "Fanculo, Joseph" rispose Nathan. "No, tu ti dovresti mandare a quel paese!..." P finì la frase mentre uscì dalla stanza:" Anzi, all'inferno!". E sbattè la porta dietro a sè. 33 "Qualcosa bisogna pur fare" disse Mr Johnson. "Siete esagerati" disse Danny. "Io non ti avrei mai fatto toccare da un depravato" disse Mr Johnson. "Quell'uomo è senza dignità" disse Emily. "Bastava tenerlo lontano" disse Danny. "Se, e s'è visto" disse Emily. "Il fatto è che è ancora giovane, ingenua ed inesperta" sospirò Mr Johnson. "Voglio far causa a quel bastardo" disse Emily. "Tu la vuoi rovinare, Alice" disse Danny. "No, io la voglio proteggere" "Nel modo tuo del cazzo. La farai soffrire più di prima... Solo perché vedi male quel tizio per una tua vecchia storia!" urlò Danny. Emily sibilò a Danny:" Tu non capisci. Quell'uomo è un demonio, Danny!" "E tu che ne sai se lo è anche con lei?" "Andiamo, è piccolina" disse Mr Johnson, che faticava a seguire l'animata discussione. "E poi voi sapete benissimo che è all'oscuro della verità". Emily divenne paonazza. Danny urlò:" Quale verità?" Emily lo squadrò e le venne il magone. Johnson parlò:" Danny, tu sai che mia sorella, tua madre, ti portò ad un collegio e il giorno dopo morì" Danny fissò il pavimento con la bocca storta. "Noi ti prendemmo... E ci inventammo tutto: tua madre era una prostituta e morì dopo la nascita di Alice". Emily, col trucco sciolto aggiunse:" Alice è tua sorella, Danny." 34 Danny passò tutto il giorno in camera sua spaccando tutto ciò che si trovava tra le mani. Emily aveva delle crisi di pianto e sveniva spesso. Johnson rimaneva sul divano a fissare il soffitto. La situazione era insostenibile e i clienti si lamentavano di continuo. Nathan, P e tutti gli altri preparavano carte per una possibile causa legale. "Tanto per fare soldi". Alice era muta come un pesce e si muoveva poco, mangiava poco, dormiva poco. Andava per il parco cascando spesso, con Emily che la rincorreva disperata. "Ecco l'inferno" pensava Alice. "Quello là t'ha davvero rovinata" disse Emily. "E' tutta colpa mia, Alice, non avrei dovuto lasciarti da sola" Emily pianse abbracciata ad Alice. Alice sembrava una bambola di cera. "No, Emily... Era destino." Emily sbiancò; cominciò ad avere molta paura di Alice, adesso. "No, è stata colpa mia, Alice" disse tutto in un fiato Emily, col viso tremante. "Emily... Per favore, lasciami con Nathan... Fammi pure causa, fai pure che la facciano a Nathan, ma lasciami sola con lui..." sospirò con occhi chiusi. "In fondo tra una settimana compio già diciott'anni" Emily sorrise e le sue guance divennero rosa. Abbracciò più forte Alice. 35 Il manager di Nathan era molto ansioso. "Ci ricaveremo sicuramente qualcosa di positivo in questa storia, te l'assicuro, ma la prossima volta ti terrò d'occhio". Nathan sbuffò. "Fammi indovinare, i soldi?" chiese poi. "Ma è ovvio. E più fama" sorrise il manager. "Mi prendi in giro? Io non l'ho violentata, Alice". "Lo so, Nathan, ma la stampa ci ricamerà sopra" "Fanculo la stampa, voglio essere lasciato in pace... Con la mia Alice". "Come? E le groupies?" "Mandale da qualcun altro" "Ma che dici? Sei diventato matto?" "No! No! No! Io sono solo... Solo..." "Solo... Cosa?" chiese il manager. "Innamorato" tirò tutto d'un fiato Nathan. "Nathan, ti rendi conto di cos'hai appena detto?" "Senti, sono stufo, manager, molto stufo." "Non posso farci niente" "Io sì, e non voglio casini: ho uno show in programma stasera" "Tranquillo, dal giudice ci andremo la settimana prossima, il tempo di" "Non si farà" disse. "Cristo, sei davvero diventato pazzo!" "Non voglio farlo, punto-e-basta". "Andiamo, sii maturo, vedrai che tutto si risolverà e ce ne andremo via" "Io non voglio andar via" finì Nathan. 36 Al lunapark la gente protestava di più, sopratutto quelli che avevan pagato il biglietto in anticipo. "Emily, non si può rimandare" disse Danny alla finestra, questa volta più calmo. "Vado a parlare con quella gente" finì. Johnson la seguì. "Aspetta, vengo con te". Emily invece andò in camera con Alice. "Non c'è bisogno che tu mi stia accanto" Emily fece un viso stranito. "Alice, sei strana... Perché non vuoi capire, lo faccio per il tuo bene" "No, non è vero". Alice aveva uno sguardo inquietante. "Dio, Alice, ragiona: quel tizio non devi mai più vederlo... Credimi, è la cosa più giusta da fare per la tua salvezza e salute" "Non fare l'intellettuale citando Dante e la Bibbia, per favore" disse Alice. "Senti, Alice, tu dal giudice ci andrai eccome, con o senza il tuo consenso" "Se mi vuoi bene lasciami libera" "Io voglio la tua libertà, Alice... Ma se è successo tutto questo è per colpa mia e devo rimediare a tutto il casino" "Perché? Perché non puoi lasciare tutto com'è?" "Perché ho paura per te" "Superala" Emily sospirò. "E poi non sono solo io, Alice... Quell'uomo è famoso e ciò che ha fatto non passa inosservato" 37 "Ora ti lascio per un paio d'ore" disse Emily. Emily raggiunse Johnson e Danny piangente. "Perché non m'avete detto la verità?" gridò Danny. "Danny, non sapevamo che dirti..." "Meglio la verità che dire che era morta!" urlò Danny. "Andiamo, Danny, tutti sbagliano" disse Johnson. "Mi fate schifo" disse Danny, sputando per terra. "E al Tribunale parlerò male di voi!" Emily e Johnson impallidirono disperati. "E Alice me la porterò via con me!" Danny scappò dal Lunapark vagando per i campi e urlando isterico al cielo. "Perché mi hai fatto nascere, puttana!" Pianse, pianse e pianse ancora a singhiozzi. Emily e Johnson dovettero ridare i soldi in mezzo alla folla infuriata. "Piano, piano, uno alla volta!" gridò Johnson. In mezzo alla folla, un terzetto di amici goth chiacchieravano. "Ma perché saltano lo show di stasera?" chiese un ragazzo con un ciuffo al lato sinistro e t-shirt viola. "Casini legali, credo" rispose la ragazza dai capelli fucsia e grigi, Stefy. "Qualcuno dice che Nathan abbia violentato una del backstage" disse il ragazzo coi capelli grigi e bianchi lunghi. "Non ci posso credere" disse Ste. "E' una montatura, vedrai" disse il ragazzo 'skunkie'. "Non mi farebbe piacere se fosse vero" disse Ste. "Scusate, sapete se è vero o no? chiese loro un uomo. Ste rispose:" Non vogliamo nemmeno saperlo" L'uomo sorrise. 38 Alice tastò il suo corpo in cerca del suo peluche a cerbiatto. "Nonna... Nonna" sussurrò Alice, sperando in un'illusione piacevole. Si strusciò verso destra per prendere la sua scatolina. "E' destino" disse, e l'aprì. Oltre alle manette col pelo nero mancanti (prese per prova al Tribunale) c'erano un tubetto spray alla panna, al cioccolato ed un vestito da coniglietta Playboy. Strinse a sé la scatola:" Stronzi... Siete dei mostri, ecco cosa: nemmeno il tempo di provare tutta questa meraviglia erotica" La tristezza l'assalse più tormentata di prima. "Voglio che finisca tutto questo... Voglio una famiglia... Voglio essere libera... Il mondo mi ama... Perché lo volete uccidere? Perché volete condannarmi alla sofferenza? Perché volete decidere tutto voi? Di cosa avete paura, maledetti!" urlò poi Alice. "Io amo Nathan e se mi amate voi davvero dovete accettarlo, razza di dogmatici!" Alice si sfiorò la vulva. "Nathan, ti prego, dovunque tu vada, portami con te". S'addormentò. Tutto intorno a sè nel sogno si riempì di acqua di mare. Grossi pesci arcaici e mostruosi le risero vicinissimi. Poi l'acqua scomparve e ci furono buio e luce alternati. Lei cadette in quel vortice. Poi si fermò nell'aria. Un gemito riecheggiò nella sua testa. "Mamma" fece quella voce. Alice si risvegliò. Era di nuovo mezzanotte. 39 Mister P stava bevendo il whisky di Nathan. "Fanculo, J". Intanto un uomo entrò. "Tranquillo, Joseph, sistemerò tutto io" e sorrise. L'uomo era il loro avvocato, mister Fox. Fox parlò in una stanza col manager. "Allora, che cosa pensa di fare" disse il manager, massaggiandosi le mani, il viso ed il collo. "Semplice, diremo che Nathan era ubriaco al momento dello stupro e che quindi era incolume al momento del terribile fatto". Il manager annuì. "Con questa descrizione siamo salvi. Il problema è Alice. Non voglio che dica che era sobria, altrimenti ci rimetteremmo e passeremmo come bugiardi, visto che nessuno sa ancora come stanno le cose". "E così Alice verrà mandata dagli assistenti sociali, però. Potrebbe passare per terribilmente scioccata o autistica disse il manager. "Alice sarà allora in buone mani, i Treeman saranno più liberi e i tuoi artisti non avranno più casini e saranno considerati incolumi al fatto" disse sorridente Fox. "Ci devo pensare" disse il manager. "Tanto Nathan ha molto alcool in corpo" disse Fox. "Ma povera ragazzina, però" sospirò il manager. "E' la soluzione migliore, al momento"-"Nathan dovrà pagarla lo stesso, ma io farò in modo che Alice se ne stia lontana e basta" Fox si sentì molto appagato. 40 P corse a perdifiato da Nathan. "J! J! Non crederai a ciò che ho sentito!" Passarono alcuni minuti e Nathan divenne più pallido di quel che era. "Non possono fare questo! Preferisco andare in prigione allora! Alice parlerà invece! E dirà che non l'avevo violentata quella notte!" "Cosa le faranno poi per farla zittire?" chiese Nathan. "Non lo so!" gridò Joseph. "Maledetti! Maledetti stronzi! La mia Alice!" Nathan si diresse frettolosamente verso la porta. "Che fai?" chiese Joseph allarmato. "Vado a salvarla" disse Nathan ansioso. Era quasi mezzanotte. Il manager stava uscendo dal palazzo sorridente. Anche Mr Fox uscì. Nathan si nascose, dietro un albero. S'avvicinò alla faccia di Fox e lo picchiò nello stomaco. "Brutta testa di cazzo, cosa vuoi fare ad Alice, eh?" urlò Nathan. "Ehi, calmo! Sono il tuo avvocato!" "Un avvocato di merda, ecco cosa sei" Nathan digrignò i denti e fissò Fox. "Sono l'avvocato che ti leverà dai casini, ecco cosa sono invece..." Nathan lo ributtò giù per terra. "Tu prova a farle del male e io t'ammazzo". "Gentile da parte tua" ironizzò Fox. "Va' all'inferno" sputò Nathan. Mr Fox s'alzò ancora dolorante dall'erba. Nathan invece si diresse verso un albero. E ci saltò sopra senza provare fatica. 41 Un battito forte percosse il vetro della finestra di Alice. Alice aveva il cuore palpitante, ma andò subito alla finestra. "Nathan?" sussurrò Alice. "Sì, ma rimango qui sopra". Alice sorrise. "Attento a non cadere" ridacchiò Alice. "Mi piace la tua risata, però devo dirti una cosa importante" "Dimmi, Nathan" disse curiosa Alice. "Il mio avvocato sta complottando di farti stare zitta al processo. Non so cosa ti voglia fare, ma stai attenta". Alice sfiorò la mano di Nathan. "Tranquillo, sarò prudente... E quando compirò diciottanni tra una settimana tornerò da te". Nathan sfoderò un sorriso. "Tra una settimana? Cristo, è quasi grottesco: ti rompono le palle il giorno prima del tuo compleanno... Che deficienti..." "Già, Nathan." Alice strinse a sè il peluche. "Nathan, ti presto il mio cuscino... E la mia coperta... Stai vicino a me per favore" Alice così fece come disse e Nathan pensò al fatto di dormire lì. "Tanto non ti vedranno" disse Alice. "No, Alice... Sarà per un'altra volta" disse Nathan restituendole cuscino e coperte. "Te ne vai via?" chiese Alice, un po' triste. Nathan poggiò le sue labbra su quelle di Alice e le sfiorò i lunghi capelli platino. "Ciao, Alice" sussurrò eccitato Nathan. "Nathan, aspetta... Quale sarà la prossima volta?". Nathan pensò. "Quando faremo l'amore". 42 Era il penultimo giorno dello show e mancavano sei giorni al processo, ma Nathan sarebbe rimasto lo stesso al lunapark. "Ma perché aspettare così tanto?" sbofonchiò P. "Ci guadagnano con le cause senza fine" rispose Nathan col mezzo sorriso. Pensò ad Alice. Pensò a quelli che le disse, che l'avrebbe rivisto. Che avrebbero fatto l'amore. P lo guardò strano. "Per fortuna questa storia finirà e ce ne andremo via da questo postaccio, Nathan." Ma Nathan non lo ascoltava più. "Cazzo, amico, ma mi ascolti o no?" gridò P, bagnando la tovaglia col caffè. "Scusa P... Ma ti sei sporcato" indicò Nathan i suoi boxer bianchi macchiati di caffè. "Che cazzo ridi, Nathan? Siamo nella completa merda delle illegalità e cazzate simili!" "P... Credimi, sono stressato anch'io..." "No, Nathan... Tu sei diverso, sei cambiato" "Questo lo credi tu, Joseph..." "Nathan... Io non posso credere che ami sul serio quella ragazzina... Sei un adulto! Lei è una bambina! Tanto non potrai fare più nulla! Comandano loro, Nathan! Non la vedrai mai più! E' tutto inutile!" "E ti ripeto che lo pensi solo tu" ribattè Nathan col viso orgoglioso. "Basta, basta, non ti sopporto più" sbofonchiò Joseph. "Nemmeno io: m'hai stancato" finì Nathan. 43 Alice fece finalmente una colazione abbondante. Emily sedeva accanto a lei. "Alice... Perdonami... Qualunque cosa farai, avrai il mio completo appoggio." Alice pensò che mentiva a sè stessa. "Si sistemerà tutto, vedrai. Ci lasceranno in pace". Alice pensò che non sapeva la verità, ma non glielo disse perché vedeva la cosa come sua, che doveva risolvere da sola, senza l'ausilio di nessuno, dimostrando così di saperlo fare da sola. Nessuno, nemmeno chi amava, poteva metterle i piedi in capo. Era intelligente e forte e questo voleva farlo capire al mondo intero. Nessun avvocato l'avrebbe rispedita a quel maledetto collegio, facendo spendere soldi ad Emily o Johnson e soprattutto, nessuno dopo i diciotto anni l'avrebbe costretta a rimanerci imprigionata. Nessuno. Proprio nessuno. "Emily" chiamò Alice. "Non ti devi tormentare per il processo... Nessuno ci prenderà in giro" Emily aveva gli occhi lucidi e non riuscendo a trattenersi, l'abbracciò una seconda volta. "Alice... Ti voglio bene... E ho così tanta paura...". Alice si sentì un po' troppo stretta tra le sue braccia. "Devi fidarti di me... Devi appoggiare le mie scelte..." "Ti capisco, Alice... Però, mi dispiace, ma non vedrò mai bene quell'uomo" "L'importante è che tu trovi bene me". La strinse a sé ancora di più. 44 L'avvocato Fox si pregustò il tanto fatidico momento. "E' fatta" disse mentre si leccò le labbra. "Quella ragazzina sparirà e i Treeman avranno più soldi da dare al manager". Era molto eccitato. Il manager accettò anche se a malincuore. Tanto la stampa non dice mai la verità. Quindi anche se il suo Nathan non l'avesse stuprata davvero, nessuno ci avrebbe creduto e quindi la cosa sarebbe rimasta così. Ma non poteva accettare che il suo Nathan si fosse macchiato di tale orribile voce e fama e quindi bisognava 'diminuire' la notizia a patti. E così appunto decisero. E magari, Nathan avrebbe acquistato più malignità e ubriachezza molesta tipiche delle rockstar. E Nathan è una rockstar. Maledetta. E visto che cominciava anche a sentire il peso degli anni, doveva farsi risentire nuovamente in questo presente. E' triste non essere più considerati. Ed alla gente piace il morboso, non c'è alcun dubbio. Nessuno è mai felice totalmente. Nessuno ha mai totalmente voglia di provare tutto e subito. nessuno si sente vuoto o pieno al massimo. L'inibizione c'è sempre. E l'umanità lo sa bene. Purtroppo. 45 Emily, tanto per cercare di far pace con Alice, si prese il giorno libero per divertirsi al lunapark con ella subito dopo pranzo. Ma Danny protestò e la sostituì. "Scusa se t'ho detto quelle brutte cose a te ed a tuo padre... E' meglio se rimani con lui... E' così... Vecchio" Danny sorrise imbarazzato. Emily sorrise:" No, Danny... E' tutta colpa nostra... Ma spero che tu ci abbia perdonato" Danny prese la mano di Alice. "Non perdi mai la speranza, eh?" scherzò Danny. "Tanto fuoco si è consumato, tante candele sono consumate e morte... Ma quella della speranza è sempre pronta ad infiammarsi". Danny divenne bianco. Anche Alice si sentì strana. "Lo diceva sempre nostra madre" singhiozzò. "Vi spiegherò meglio stasera" continuò Emily. "Okay" annuì Alice. Danny però aveva un po' di magone. "Non serve a nulla tenersi tutto dentro, fratellone" "Purtroppo la scioetà non accetta individui del genere. L'uomo si vergogna ancora di piangere e di dimostrare debolezza all'umanità... Perché senza forza apparente l'uomo è vuoto, non sa da che parte stare". "E' una cosa triste" disse Alice. "Sì, ma per fortuna esistete voi donne. E di questo dovrei preoccuparmi, ora". "Si va alla ruota panoramica?" "Con estremo piacere, sorellina" disse Danny con un buffo e lesto inchino. 46 Lo show cominciò per ultimo/fu deciso di farlo finire domani/giorno ed Emily e Johnson lavorarono come non mai nella loro tormentata esistenza. "Forse sarebbe meglio rimandare" disse Johnson, ma sua figlia pareva non ascoltarlo e sembarva anche che non volesse discussioni. "Ce la faremo, pa'". Danny ed Alice tornarono per cena. Ma fu una cena solo tra Treeman. "Ormai sapete che... Vostra madre era una prostituta..." Alice li fissò senza espressione. "Ti lasciò, o meglio, ti presero al collegio quando tu compii 9 anni e Danny 18". "Danny lo prendemmo noi senza problemi, visto che conoscevamo la vostra madre". "Ma Danny era maggiorenne" disse Johnson. "Quelli ci guadagnano con te, perché hai noi, a cui i soldi non mancano" sospirò Emily. "E vogliono anche prosciugarti l'eredità di tua nonna" "Tua nonna era molto ricca" disse Johnson. Alice spalancò la bocca, Danny sgranò gli occhi per ciò che sentirono. "Lavorò per parecchi ad un teatro" ansimò Emily. "E morì in circostanze misteriose. Non si su chi avesse lasciato un'eredità"... "Ma se l'avesse fatto, l'avrebbe lasciata a voi". 47 Era l'ultimo giorno dello show per Nathan e P. Ma per Alice fu una rinascita, anche se non lo sapeva. Stette anche quel giorno insieme a Danny a ridere e scherzare. Danny piangeva ogni tanto, ma felice con la compagnia di lei, sua sorella. Mentre Danny comprò uno zucchero filato, una ragazza più o meno dell'età di Alice le pacchettò la spalla. "Hey, sei tu Alice Treeman?" Alice si voltò:" Come mi conosci?" L'altra si raggelò al solo sguardo freddo di Alice. "Sei quella che fu violentata da Nathan, no?" Alice s'avvicinò e strappo' il giornale dalle mani dell'altra ragazza. La notizia era in prima pagina e a caratteri cubitali:" RAGAZZA MINORENNE VIOLENTATA DA ROCKSTAR DURANTE SHOW". "Come sarebbe a dire?" si stupì Alice. "E' su tutti i giornali" disse la prima ragazza. "Li odio! Li odio!" sbofonchiò Alice infuriata. "Ma davvero è successo così?" chiese la seconda tipa. "Certo che no, non dovete crederci assolutamente! E' tutta una menzogna!" Danny la guardò malinconico, e lei si mise tra le sue braccia a singhiozzare. "Perché? Perché fanno questo? pianse Alice. "Sorellina, sii forte e non smettere di sperare" sussurrò Danny con una lacrima che scendeva dal suo occhio sinistro "Sii forte". Le due ragazze s'allontanarono tristi. "Povera ragazza" disse la prima. "Spero che quella notizia non sia vera" disse la seconda. "Non è vera" disse la prima gettando il giornale con rabbia in un cestino. 48 Alice si risvegliò alle undici di mattina. Tutto lo staff dello spettacolo si preparava per la partenza. "Mancano quattro giorni" disse il signor Johnson. "Sì, ma prima sistemiamo, meglio è" disse Emily. In effetti, dopo la notizia sui giornali la gente cominciava a sfottere l'intera compagnia: tendoni strappati, oggetti ed animali rubati. "Credimi, in realtà sono davvero sfinita" aggiunse Emily. "E pensare doveva essere uno spettacolo di soli tre giorni e fine..." disse Johnson. "Ma mi sembra passata un'infinità di giorni da quando abbiamo visto Alice" ansimò. "La nostra Alice" aggiunse Danny. Johnson ed Emily voltarono lo sguardo: Alice e Danny s'erano appena svegliati. "Vi perdoniamo" disse Danny, abbracciando Alice. Johnson aveva l'espressione imbambolata ed Emily si stava per tappare la bocca, con gli occhi luccicanti. "Per noi adesso siete degli zii" disse Danny. Emily abbracciò sia Danny che Alice. "Zia Emily?" fece contenta Alice. "Oh Alice; mi vuoi così bene! Vedrai che faremo qualcosa per tenerti con noi!" Alice s'incupì:" Zia Emily... Ne sei proprio così sicura?" Emily guardò nel vuoto, col viso arrossato. "Non potranno mai: prima del processo non ti porteranno in nessun istituto e dopo sei libera, lo sai." "Che non andrò in nessun istituto ci credo poco, comunque sia sono contenta... Ma Nathan?" 49 "Se tu non fossi andato con quella lì" -pensò Mr P-" Questo casino non sarebbe successo!" Mr P aveva dormito in salotto, perché era ancora furioso per la litigata con Nathan. Nathan gli apparì sulla porta. "Sparisci" disse P. "Vi amo tutt'e due..." sussurrò Nathan. "... Ma adesso sono preoccupato per lei." "Sei ridicolo, Nathan... Te la vuoi portare dietro per caso? Lei sta con i Treeman, lo sai... E tu hai la tua vita da musicista: è impossibile" "Verrà con me infatti: e non sarà mai lontana da loro, i Treeman". Mr P si tappò gli occhi col cuscino. "Fai come vuoi, io non ci metto più bocca." sbofonchiò Mr P. Nathan camminò lentamente verso il centro del salottino, strascicando i piedi scalzi. S'appoggiò allo schienale con i gomiti e i suoi capelli cascarono sulla t-shirt di P. Al che Nathan sporse il capo e con le mani alzò il lembo del cuscino; sopra la faccia di P; di poco sotto il nado; e ci posò le sue labbra per qualche minuto. "Io però sì" sorrise poi Nathan. Mr P sbuccò e Nathan stette immobile. All'improvviso, P buttò il cuscino per terra e baciò Nathan. Socchiusero gli occhi. 50 "Mi dispiace per la tua situazione" Disse una voce femminile alle spalle di Alice. "La tua pietà mi serve a ben poco se non puoi aiutarmi" rispose Alice senza voltarsi verso quella voce. "Beh, so che non è vero che sei stata... Stata" Alice non si voltò ancora:" Violentata. E come ne sei certa?" "Perché ti ho vista ieri" Alice sgranò gli occhi e finalmente si voltò: era davvero una delle due ragazze incontrate ieri sera! "Il mio nome è Stefania, piacere... Alice vero?" Alice annuì. "Sembri speciale, Stefania". "In senso positivo o negativo lo intendi?" "Nessun dei due. Lo sento e basta. Io non giudico." Stefania si stupì:" Che tipo che sei anche tu!" Alice sorrise. Poi sorrise Stefania. "Se ti aiuto diventerai mia amica?" chiede ella. "Se sei sicura di farcela..." ironizzò alice. Ella si voltò verso il cielo intravisto da uno spiraglio attraverso un salice piangente in cui stava al fresco lei stessa. "Ti piace tanto quel musicista, eh?" Alice fissò la foglia di un ramo cadere. Una lacrima luccicò e bagnò la foglia. Un singhiozzo silenzioso. "Alice... Piangi di gioia?" domandò Stefania preoccupata, avvicinandosi per vederla meglio. "Forse" sussurrò Alice. Poi l'abbracciò al collo. "Ho paura di perdere tutte le gioie trovate" Stefania fissò la luce sopra sè. "Non aver paura, Alice". 51 Emily osservò Alice da lontano. "Ha trovato una nuova amica, sembra" Johnson sorrise. "E' un bene, Emily" Emily sospirò "Non so, volevo essere io la sua preferita" Johnson sorrise ancora. "Naturale, figlia mia. Ma forse per Alice è più utile una coetanea. Del resto ha bisogno di sfogarsi, vista la situazione snervante." Emily gli dette ragione. "Non so, è che non mi fido di quello lì" Johnson corrucciò la fronte: i suoi occhi oliva brillarono quasi come quelli della figlia. "E' sotto vigilanza" disse Johnson. Emily aprì la bocca. "Non ci sono alibi per Nathan: e sono state trovate tracce di sperma sul vestito rosso di Alice" Emily rimase sconcertata e chiuse gli occhi. "Tra poco le faranno degli esami ginecologici per verificare tutto ciò." Johnson spense la sua sigaretta. "Ma ho un buon avvocato. Ed Alice sa la verità: io non credo che sia stata violentata da quel tipo." "Quindi è tutta una messinscena per il guadagno e la fama" finì Johnson. "Se la merita in fondo" disse Emily. "Ma da che parte stai?" chiese Johnson, voltandosi verso Emily sorpresa.
52 "E che intendi fare allora?" chiese Stefania. Era quasi mezzogiorno. "Per ora nulla. So che mi faranno degli esami." "Capisco" annuì Stefania. "Ho paura di Mr Fox: ho saputo che vuol farmi qualcosa di brutto" Stefania la prese per le spalle e la guardò in faccia:" Non ti farà proprio niente, perché ci sarò qua io con te a proteggerti". "Come se fossi da sola" sospirò Alice. "Un momento... E se facesse qualcosa al tuo Nathan?" gridò Stefania. "E' abbastanza grande da difendersi da solo" sorrise Alice. "Sì, ma Fox potrebbe anche avvelenarlo!" Alice corrucciò la fronte e fissò i sassi. "Se ci prova quel bastardo lo ammazzo. Però non credo che farebbe così." "E cosa farà secondo te?" chiese Stefania. "Non lo so... Odio pensarlo. Ma so che colpirebbe me. Certo, potrebbe anche far del male a Nathan, ma poi arriverebbero a lui e non vedo cosa ci guadagnerebbe..." Stefania riflettè un attimo. "Quindi se tu sei controllata e Nathan è la sua macchina di fama e soldi maledetta..." "Lui non è una macchina di fama e soldi maledetta: lui è il mio amore". "Beh, io ti starò vicina ugualmente" "Grazie" sorrise Alice. 53 Quella sera Alice fece dormire con sé Stefania. "Appena quei tre dormiranno tu vai, okay?" Alice annuì. Per fortuna riuscirono a mettersi in contatto col cellulare, lei e Stefania. Alice corse a perdifiato. Salì su un abete, fino ad arrivare al piano non sorvegliato dalla polizia al buio. La finestra era socchiusa. Alice quasi si schiacciò sul vetro. Vide Nathan sdraiato di schiena. Provò a bussare sul vetro della finestra, sempre col viso vicinissimo. Ma chi le apparve non fu Nathan. Lo riconoscette subito: era quel ragazzo mascherato da donna che ballò con Nathan agli show. In quell'istante, sia Alice che P, il ragazzo appena riconosciuto da lei, cadettero giù dalla sorpresa. P sul pavimento, Alice quasi dall'albero, attaccata con un solo braccio ad un ramo. "Aiutooo" sussurrò ansimante. P si rialzò di scatto e svegliò senza volerlo Nathan:" cristo, afferrala!" gridò. Joseph la tirò su con le sue forze, ma anche Nathan lo prese dietro. Alice salì su. Nathan si coprì con la vestaglia ma P era completamente nudo, e seduto a terra. "Tu... Tu... Hai fatto sesso..." balbettò Alice. "E' il mio amante, Alice. cioè" spiegò Nathan. P cercò di non sentirsi osservato. 56 "Perché non vedi di buon'occhio Nathan?" chiese Johnson. "Lo sai perché." rispose Emily. "No, intendo per Alice" ribattè Johnson. "Vedi, te lo sto dicendo ora... E non interrompermi ti prego, non te l'ho mai detto ma Nathan, quando stava con me... Ecco, a volte andava a comprarmi qualche droga allucinogena. E' per questo che ci siamo lasciati, papà." Johnson non riuscì a pensare. "Quindi tu credi... Che l'abbia drogata?" Emily esitò. "Alice non ricorda niente: quindi potrebbe anche essere così. Magari la polizia le trova lo stupefacente nel sangue." "E così Nathan sarebbe davvero colpevole" Stettero in silenzio per qualche secondo. "Per questo le vorrei essere vicino, essere amica. Tutte e due siamo state ingannate in tempi differenti, ma ingannate nello stesso modo". "E se così non fosse?" chiese speranzoso Johnson. "Andiamo, papà. Guardalo bene: è sciatto, sporco, pervertito e sempre ubriaco. Quella notte te lo dico io, l'ha violentata, quel bastardo, e poi drogata" "Ma lei ne sembra così sicura" "Perché era la prima volta che s'innamorava, ma quando vedrà in faccia la realtà..." "Povera bambina, speriamo finisca presto tutta questa storia" sussurrò Johnson. 55 Fu stranamente triste quel giorno. Mancavano solamente tre giorni al processo. I tendoni erano stati quasi tutti vandalizzati. "Voglio andarmene da qui" singhiozzò Alice. "Che intendi dire?" chiese Stefania. "Zia Emily aveva ragione: Nathan è uno sporco traditore e io sono stata violentata sul serio." "Hai fatto gli esami, vero?" le chiese Stefania. "Non sono più sicura: però ho tracce di droga." "No, ti prego: non può essere vero!" Stefania si mise le mani tra i capelli. "Sembrava così dolce..." Stefania l'abbracciò fortemente. "Che cosa si potrebbe fare?" le chiese Stefania. "Ho un piano: fuggiamo insieme". Stefania si stupì. "Ma io ho degli amici con me" "Non rispondergli mai" rispose Alice. "Non devono intercettarci mai, hai capito?" Stefania annuì. Corsero velocemente in camera a riempire delle valigette. "Prendi questa di Emily" ordinò Alice a Stefy, tirandole una borsa beige e perla. "Che strani gusti, tua zia" Alice le sorrise. "Sono così tesa, scusami" Alice le si voltò di scatto. "Non scusarti: sei mia amica". 56 Danny era andato a far la spesa. Emily, osservata da Alice, andava avanti ed indietro nei giardini accanto ai tendoni, nervosa. "Danny però lo voglio avvisare: è l'unico di cui mi fidi". Stefania le fece da sentinella. Toccò la porta d'ingresso, che era chiusa. Indossava un vestito viola. Decise di passare per lo scantinato e fu veloce, ma nel mentre le si strappò il lembo del vestito. "Accidenti" pensò tra sé e sé. Fu molto silenziosa e trovò senza problemi la zona studio. Con molta prudenza, prese dei fogli ed una penna. Uno scricchiolio risuonò contro il suo silenzio, e così Alice si ripiegò nascosta dentro la scrivania. "Proprio come volevo. Finalmente avrò la mia parte ed il caso si chiuderà in fretta".
Qui finisce il racconto. Non ho mai scritto un continuo da nessuna parte, nemmeno online, ma ricordo molto bene che la storia sarebbe continuata in questo modo: Alice e Stefy vanno verso una collina, percorrendola quasi tutta la notte. Danny trova da solo il lembo del vestito di Alice, e non dicendo nulla ad Emily e altri, va in cerca delle sue tracce in solitaria. Alice dice a Stefy di prendere la sua scatola, come regalo, usandola in un modo migliore del suo, e continuando ad avanzare da sola, si ferma vicino ad un dirupo. Danny incontra Stefy, che fa sapere di Alice più avanti. Ma è troppo tardi, e Alice, voltandosi per pochi minuti, per salutare Danny, fa un balzo in avanti, cadendo nel vuoto, immaginando di avere il fratello abbracciato a se'.
E forse la prima volta che lo dico, pure alla mia Alicia fumettistica e non, accadde un finale simile tragico: essa venne investita da una donna invidiosa di lei. Morti differenti, ma per entrambe un allontanamento da cosa poteva forse farle più serene (Nel caso di Alicia, il ragazzo innamorato che non sa di esserlo David, che faceva preliminari qualche volta con lei, molto distaccati per paura di avere un vero e proprio rapporto d'amore).
Come già detto, la rockstar e colleghi vennero accantonati, come se non fossero esistiti, perché così doveva essere, un racconto onirico surreale, dove la gente va e viene, cade in tentazione, è umana, dimentica, sogna, e fa pazzie. Alice vive il presente, per questo è considerata folle, è in preda a ciò che sente dentro, e anche se estremo, ha voluto raggiungere nel modo più dolce possibile sua madre e sua nonna, con le sue spoglie terrene pallide prese in braccio da Danny.
Eh sì, l'avevo detto che ero più strana e più morbosa di adesso?
Sono mesi che volevo scrivere di questa cosa.
Perché?
Perché è assai raro che quando io compri qualcosa, questo non mi piaccia.
Od almeno, che mi faccia così rammarico come questo di cui tratterò adesso.
Ecco a voi un fumetto/libro (che alcuni definiscono graphic-novel), che comprai qualche anno fa, dal nome alquanto spinto e curioso: Pop porno.
Non è la canzone omonima di quel duo italiano di qualche anno, anche se il libro stesso ne fa un breve riferimento. Pare invece che significhi "Cultura del porno".
Quindi, pensavo sicuramente di trovarmi qualche enciclopedia su questo mondo, accompagnata dai già da me conosciuti disegni simpatici dell'autrice di Carote&Cannella.
Ed invece ho trovato di tutto, tranne il porno.
Cominciamo subito?
Nota prima di tutto: ho messo spoiler al titolo per far evitare a quelli a cui non piace leggere di qualcosa che potrebbero o vorrebbero vedere: quindi se siete fra questi, non leggete niente.
Nel caso non lo foste, meglio, almeno (secondo il mio parere) risparmiarmereste dei soldi.
Ribadisco che questo rimane appunto il mio pensiero al riguardo, avendomi letto (quasi a fatica per la noia) tutto il libro, quindi ho tutto il diritto di dire la mia se qualcosa l'ho reputato degradante.
Il libro, è fatto in collaborazione con una scrittrice e giornalista, qui sotto le immaginarie spoglie di alter-ego tipo Lady del Sesso Peperino, che appare già nella copertina assieme alla fumettista, di nome MissTress Moon.
Copertina abbastanza carina.
Pagine random, non molte, e un prologo che dice:" Avere una porn attitude, come si fa?"
Rimango... Non so nemmeno come definire. Che vuol dire? Che si deve essere erotomani nella vita di tutti i giorni? O di essere degli espertoni-dei del sesso nella vita privata solo?
"Le parole son il primo, vero ingrediente del pop porno"
Ah sì? In casa mia nei film porno poco si parla, e ci si da' dentro coi fatti.
Segue discorso sulla pornografia, che spiega veramente cosa sia l'erotismo, e non l'argomento vero del porno: "... il bad brother di eros"
Okay.
"Parola di MissTress Moon. Siete prone? Ops! Siete pronte?"
Oooookay.
Segue vignetta della poveraccia protagonista, che dice di essere sexy di suo (giustamente, l'autostima ci vuole, sigh) ma un attimo dopo rimane sconcertata su alcuni termini che hanno a che fare col libro e col mondo dell'eros: tizia, detta Angelina, ti capisco, ma non perché non ne so niente, anzi.
Inizia, e si apre con la "Porn Week".
"Lunedì dress"
Aberrante (almeno per me) quel riferimento al Dior come "iconico" nella vignetta del titolo.
Ecco, come dicevo prima, questo libro è ambiguo, ti confonde le idee.
Prima ti dice di dimenticare pizzi, pizzi della nonna, brillantini, roba animalier (non piace nemmeno a me ovvio, ma se a qualcuna invece sì, e lo trova sexy, chi è lei per dire che non lo sia?), per poi dire di "familiarizzare" con roba sexy, e di nuovo di mescolare roba tradizionale con quella trasgressivo ed ancora di non mettersi ogni notte intimo di seta.
Vi faccio il punto per farvi capire meglio.
"Mi piace moltissimo, invece l'idea, che impariate ad andare a dormire con un completo sexy".
"Non c'è bisogno che indossiate ogni notte (...) o il reggiseno carioca che lascia scoperti i capezzoli".
"... ed eccitatevi al pensiero di una coulotte di raso leggera che accarezza la pelle"
"Una protagonista del pop porno si indovina da dettagli minimal"
Wow, grande cosa da sapere, comincerò a stalkerare chi si veste così pensando che sia un'espertona del gran sesso della vita, uhm...
"Sorto il sole, non potrete di certo indossare ballerine o sneakers: pet incedere con allusiva eleganza solo tacco e stiletti"
Allora io ho qualcosa che non va se trovo terribilmente sexy chi indossa gli anfibi.
"Absolutely not a zeppe"
Ma vaffanculo di cuore.
"... ok scarpe maschili se decidete di indossare una camicia"
No comment.
"Il rosso è un must, usatelo"
E se ad una piace il verde acido?
Son d'accordo sul trucco, leggero, ma ci son cosidette espertone del sesso che si truccano pesantemente, questo mi confonde.
Segue vicenda a fumetti della povera Angelina reduce da insonnia, che impazzisce (ancora giustamente) perché non si ricorda cosa aveva detto la Miss.
"Questa storia mi sta uccidendo già dal primo giorno!"
Io invece avrei voglia di strozzare chi ha scritto 'sto libro, pensa te.
"Martedì: food"
(Cioè questa il giorno prima ha fatto digiuno)
Io a cucinare faccio schifino, e detesto il termine "food porn", ma mi tocca lo stesso leggere questa parte.
"E allora oggi perché non vi regalate una bella mousse ubriac-
MOUSSE UBRIACA.
"Non tralasciate mai l'opportunità di orgasmi, se potete"
Certo non leggendo MOUSSE UBRIACA.
Come regola, la nostra Angelina si cimenta pure in questa parte (anche se mi immagino che da quanta fame abbia che se ne faccia trecento di queste mousse UBRIACHE).
Cena col tipo, questo va poi dagli amici dicendo di sentirsi poco bene: Angelina infatti sta per vomitare l'anima dentro il suo bagno pensando che la causa sia l'aver usato delle uova scadute.
Io...
"Mercoledì: playlist"
"La musica, mie adepte, è la migliore fonte di ispirazione e di eccitazione (...)"
Okay qui son d'accordo, però...
Va bene far conoscere un po' di musica, però...
Otto canzoni, molto popolari e la famosa omonima italiana del gruppo "Il genio", che per quanto io ricordi, critica molto l'industria del porno, quindi va a cazzotti con questo libro.
Poi forse avrò capito male, eh.
Voglio aprire per forza una parentesi.
Io non conosco molto gli autori, ne' ci vado matta, ma ai tempi sentii la canzone e vidi il video.
Tralasciando che non mi piaccia molto la musica, mi è sembrato un video triste: questa tipa racconta di questo tizio che la guarda come un'attrice porno (cioè aspettandosi che faccia come queste qua, non essendo se' stessa, una bambola senza carattere, finta), che è "cattivo" con lei perché piace lui sognare quel tipo di donna (non che sia un male, ma è un po' colpa del porno anche, se i maschietti rimangono delusi di come sia la donna realmente), che la lascia sola perché si guarda quei film un po' porno (allegria, questa sta soffrendo da cani) ma che quando viene sera, questo parla con lei d'amore (ah ecco, forse, ma...) guardandola negli occhi facendola sentire "davvero" una donna un po' porno.
Che? Non capisco questo punto. Non capisco se sia felice di essere l'oggetto di scambio reale di tizie finte di video visti da lui (in questo caso mi fa una gran pena, perché a me questa cosa non farebbe per niente piacere, anzi)...
E se ricordo vagamente il video, è freddo e si vede lei nuda nella luce bluastra con sguardo desolato ed una musichina (per me) malinconica.
Boh...
Vignetta con Angelina che ascolta quest'ultima canzone immaginando se' stessa con tre tizi vestiti da centurioni romani (???).
Ma... Ho appena esaminato la canzone e la citano così? Ma pigliano per il culo? (e non intendo in senso erotico, eh! Così faccio anche io la pseudo-battuta)
"E se l'argomento viene a mancare le donne parlan di lunghezza del..." (Pene)
Non so di chi sia questa song, ma cazzo, che cazzata grossa come un cazzo dei film porno peggio scadenti. Non dico che a qualche ragazza non piaccia il membro maschile di un certo tipo, ma non è detto che a tutte interessi così tanto, come non è vero che quando non si sappia di cosa parlare, si arrivi a certi argomenti. Io quando son con le mie amiche parlo di tantissime cose, certo anche di sesso se capita, ma non si è mai arrivate a parlare di come volessimo il pene. Sarà che non ce ne frega una beata minchia (a me piace un tipo per come è, fregacazzi se lo ha piccolo, medio, grosso o a pallini), ma così dicendo chi legge penserà che sia una cosa comune e regolare per tutte quante, e che la frase faccia ridere. No, a me non fa affatto ridere, proprio per niente.
E' stupida, degradante, sessista ed ignorante, oltre che irreale.
"Giovedì: movies"
Okay, benissimo che faccia presente i film di Tinto Brass, ed alcuni sconosciuti ai più, ma trattandosi di porno mi aspettavo roba più spinta, ma vabbe'.
Però scusatemi...
"Volete scoprire, invece, se in fondo siete delle perverse, inutile fare le santarelline...?"
Ma come è stata impostata questa domanda?
Ma che cazzo significa che una debba pensare che sia inutile fare la santarella?
Che bisogno c'è di farsi passare per "perverse"?
Ma lo sapete che perversione è quando si tratta di una cosa non ritenuta "normale"?
E non c'entra nulla con l'essere trasgressivi. Perverso è un pedofilo, perverso è un assassino, uno zoofilo: voi volete essere paragonate a questo?
"Modificazione psicopatologica delle tendenze istintive, che si manifesta con anomalie del comportamento spec. sessuale"
Dice la cara Wikipedia: e cioè se volete sapere se siete psicopatiche o no.
E poi basta catalogarsi in sante o maliziose! OGNUNO fa quel che cazzo vuole nella propria sfera privata, se ad una non piace fare certe cose per volontà sua son cazzi suoi, se una va a ragazzi ogni sera perché piace a lei fare così, so' cazzi suoi ancora.
E' a causa di questo sessualizzare che le adolescenti vengon etichettate, derise, umiliate e bullizzate nei casi più gravi. M incazzo a leggere 'ste stronzate, perché questo libro lo potrebbe leggere chiunque, sentendosi etichettato come malato e costretto a fare cio' che non piace solo per compiacere gli altri. CHE SCHIFO, STO, LEGGENDO.
Segue ancora Angelina, stavolta segnandosi tutti i film erotici di 'sto mondo (non pornazzi, mah), e mostrando cosa ha appreso, al tipo davanti al pc che si fa i cazzi suoi (in senso metaforico).
Ma la cosa dopo cambia, ed Angelina tifa assieme al tipo mentre guardano Dragonball.
Questa mi è piaciuta, se non fosse per la tipa anonima dietro che critica i due perché "A trent'anni guardano ancora cartoni animati, bah"
MA FATTI I CAZZI TUOI, faccia a Picasso.
"Venerdì: good reads"
Questa sembra buona, ma si tratta di erotismo. Perché, per esempio, non ha consigliato di leggere questi libri con qualcuno? Non vedo niente che lo consigli, quindi mi sembra sia più una cosa da fare per se' stesse (allora la mia teoria che serva per essere dee del sesso con altri è dubbiosa).
Non ho capito la frase "Imparate a non chiedere menzogne ai libri"...
Angelina stavolta mi ha fatto molto ridere (prima volta in tutto il libro) perché è tenera ad arrossire col tipo che scopre lei leggere della letteratura erotica, e mi ha fatto ridere la faccia del tipo compiaciuto, come per dire "Ah, allora ti piacciono certe cose, HEH HE HE EEEH..."
"Sabato: exit"
"... ed il vostro lato PP (ma dire malizioso, erotico non esiste più? Perchè di questo si tratta, eh) si mantiene nei limiti della trasgressione senza accedere alla perversione-"
Ma? Prima aveva detto che bisognava scoprire se eravamo perverse come se fosse una cosa normale, contrapposta all'essere pudiche (sì, questo sarebbe più corretto, e non "santarelline").
Questo libro MI STA PIGLIANDO per i fondelli ancora una volta, faccio presente.
Angelina esce per l'appuntamento con due suoi amici, per andare assieme in auto del tipo, verso questa festa (pare, di feticisti dei piedi), ma la cosa non va a buon fine perché dopo lunghi giri si perdono. Fa abbastanza ridere perché capitò anche a me (non per feste del genere però), ma se sono così "porno addict" perché non hanno avuto la bella idea, perso la festa, di fare cosette in auto?
"Ma... Non lo trovate originalissimo?"
Guarda, Angelina, non sono veri pop-porno, che te devo di', non te capiscono e te guardan male, ma tu alla fine non ne hai colpa, giusto?
"Domenica: life style"
A parte che la domenica una è morta come uno zombie, ma dettagli...
".. e la pulizia ovviamente affidata ad altri"
"Oggi vi insegno il lifestyle" ("stile di vita") nemmeno impostato a collegamento con "dove abita una PP girl" (E BASTA CON 'STO TERMINE!): come una sorta di bibbia delle donne oggigiorno.
"Una vera PP girl si regala completi (riferito ai letti) di seta o lino": nulla da constrastare, hanno una certa attrattiva, ma se a me piacciono le coperte di lana (specie addosso a chi mi piace, e sotto lasciato/a come madre l'ha fatto: lo trovo terribilmente erotico, sin da quando ho cominciato da ragazzina ad avere fantasie sessuali) allora sarei già bocciata...
"Banditi peluche e pupazzi"
MA IO TI PICCHIO, COME OSI.
Angelina prepara la casa, si bacia col tipo sul letto rosso, lui nota un giocattolo sessuale (dalle fattezze di un orsacchiotto: allora scusa, poteva lasciare pupazzi lì, e lasciare lui scoprire quale fosse un sex toy e quale no, provando i primi che trovava ogni volta, su di lei o assieme: cazzarola, son più io che devo insegnare), lei si imbarazza in modo tenero, lui (ECCHECAZZO, FINALMENTE) dice di preferire la vecchia maniera, si denudano, e lui sente odore di bruciato. Loro così son costretti a terminare il fuoco della passione, e quello reale che manca poco portava loro davvero all'inferno.
Cominciano altre sezioni random.
"Pillola culturale: Agli albori del cinema porno"
Ho approvato parecchio quel "Altro che 50 sfumature di grigio" e la storia dei primi muti erotici e di nudo anche.
"Gaming! Sex Toys"
Catalogo dei più comuni giocattoli sessuali, con relativa storia annessa. Solo che le "pallide della geisha" son più conosciute come palline vaginali, non vedo quindi perché non usare il termine originale, se si tratta di porno, diretto e volgare.
Angelina in alcune scene dove si vergogna ogni volta quando scambiano i suoi sex toys per cose di tutti i giorni, ed una dove fa versi ambigui, per poi girarsi avanti per far capire che odia i silkepil.
"Come movimentare una serata scialba: gioca!"
Vengon descritti molti giochi da fare con la coppia e non solo, e fin qui tutto okay: ma vorrei far presente una parte che dice:" Due dadi per chi ama lo spanking, con disegni super che indicano la posizione da assumere e (ah ah), il numero di sculacciate"
Quel "ah ah" è proprio scritto.
Nella mia mente vedo 'sta MissTress che lo dice con una vocina sciocca, infantile e leggermente snob. Cosa ci sia da ridere non so, perché sembra imbarazzata nel dirlo.
Mi ricorda una mia ex amica di scuola, che quando parlava della fellatio rideva scioccamente sotto i baffi, per poi fare l'arrogante nel dire:" Ma io lui l'ho sempre con me, non ho bisogno certo di masturbarmi, hi hi hi". Vi spiego meglio: avevo passato una notte con un ragazzo che mi piaceva non poco, non molto, ma da pazzi. Era vergine anche lui, e quindi cercai di farlo stare meglio possibile senza andare oltre (volevo che fossero momenti belli insomma, ero innamorata pazzamente di questo tipo), così feci lui dei preliminari e a lui piacquero molto. Raccontai tempo dopo a questa ex amica perché lei era curiosa, ma quello che volevano davvero, e che fu ciò che fecero, era di prendermi in giro, mimando gesti ambigui e supplicandomi di rifare la stessa azione, ridendo di gusto. Io dissi che erano cose normali (avevo 17 anni all'epoca), di smettere di ridermi sopra (ovviamente, era mancanza di rispetto nei miei confronti)e che la masturbazione pure era una cosa normale (questo perché avevo fatto dei servizietti con mano al mio ex), ed è lì che con voce più composta lei se ne uscì con quella frase da donna vissuta che ha il tipo sotto i piedi, perché (ahimè) credeva nella scemenza che chi si masturba ha problemi sociali. 'Sta MisTress mi ricorda molto lei in quel "ah ah", classica risata non solo di imbarazzo (quello è normale se viviamo in certe società, purtroppo, e poi era più giovane di me), ma più per l'evidente ipocrisia: sembra come dire "ah ah che bricconcella che sono, uh uh" su cose che sarebbero scontate. Sembra una che non è abituata al sesso, così. Una come appunto la mia ex amica, che pensava di essere "tosta" quando invece era molto ignorante ed irrispettosa. Come quelle che vanno a vedersi la cagata di Cinquanta Sfumature di merda credendo di essere chissà quali esperte bombe sexy. Non so, io ci ho ricollegato questo.
"Pillola culturale: Il vibratore"
Storia del famoso vibratore, che conoscevo già, e citazione di un ottimo film che mirava al conoscere più la donna in tarda epoca vittoriana (che vi consiglio caldamente, Hysteria), attraverso il sesso ed altre importanti tematiche sconvolgenti all'epoca della creazione del famoso strumento.
"... Martello di Granville: nome fantasioso, decisamente incoraggiante, ammettiamolo": non capisco se trova davvero sexy tale nomignolo o è sarcastica, perché a me questo nome non mi fa pensare a niente di erotico, ma ad una cosa terrificante.
Avete presente i grossi martelloni del videoclip della famosa canzone dei Pink Floyd "Another Brick on the wall"? (canzone che amo sin da quando ero piccolina)
Immaginate voi, quei cosi venirvi addosso così come sono.
Vignetta di Angelina divertente sul caso di presunta isteria dell'epoca.
"Sex Toys Handmade"
Notare che in tutte le vignette lei non mostra mai la vulva, ma il seno sì. Ed il tema sarebbe il porno...
Piccole descrizioni invoglianti su strumenti della vita di tutti i giorni, che potrebbero essere usati per eccitarsi, come pennelli da trucco, spazzole, spazzolini elettrici, cravatte, cinture, forcine, candele ed ovviamente la doccia, col suo famoso doccino. tutte le immagini mostrano la Mistress vestita di rosso, e nella doccia, velata da una tenda. Ripeto il titolo: pop PORNO.
"Giochi di ruolo"
Appunto sulla prima didascalia.
"Volete essere Bunny Girl e vestirvi da coniglietta"
"(...) Mettervi un costume da LadyBug -leggi coccinella sexy-"
"(...) e preferite un abito da Sexy Nun, con velo totally black da vera suora?"
Perché diavolo spiega un termine inglese, se usa già di suo molte parole anglosassoni? Perché ripete Coniglio e coniglietta, Signora Insetto e Coccinella (sto ironizzando, significano la stessa cosa), e Sensuale Monaca ripetendo che è "da vera suora"?
A questo punto non ha senso allora non tradurre anche "totally black"...
E la cosa mica finisce qui.
"(...) di una French Maid con crestina e grembiule"
"(...) di una sexy police (NO. "sexy polizia ha scritto, mica poliziotta -policewoman-, POLIZIA. SEXY POLIZIA) fornita di manette"
"(...) o di una Midnight Mistress ("Signora di mezzanotte"? Che è Cenerentola?) con denti da vampira" (COS... Cosa cavolo c'entrano i vampiri...)
E aridagli con quell'antipatica risatina:" (...) o costringere il partner a comportarsi da coniglio (ah ah).
BASTA, SMETTI DI RIDERE, INFANTILE MALIZIOSA!
"(...) un Carnevale pop porn-"
NO. Non esiste nessun Carnevale di nessun pop, smettila! SACRILEGA!
Nei disegni, poi, c'è una frase: "Ho un serpente nello stivale" con relativi oggetti da cowboy.
E' una frase di Toy Story. Un film per bambini, che è stato presente pure nella mia infanzia (mi piaceva molto il secondo film, perché trovavo adorabili il cavallino e la cowgirl, che nostalgia). Un fottuto film che parla di giocattoli: perché quindi un riferimento infantile se già agli inizi diceva di bandire giocattoli? Non vedete che si contraddice un'altra volta?
Che poi non ha nemmeno senso la frase in un libro che parla di cose porno: trovati tu nel Far West con un serpente velenoso dentro la scarpa, poi vediamo se lo trovi erotico...
Una pagina in più che mostra la MissTress vestita da diavolessa, perché lei doveva avere una sezione tutta per se', ovviamente.
"SIATE CREDIBILI, VOI SIETE LE DIAVOLESSE DEL PORNO!"
"B vs B, Bondage Burlesque"
"per le amanti della leggerezza -ah ah-"
Questa non c'è dubbio, sta sfottendo. Non capisco se ridacchia perché trova banale la suspension perché più "leggera" rispetto al altre, o perché ironizzi proprio perché pesantella.
In entrambi i casi mi sembra molto sciocca.
Angelina anche qui fa figuracce nel Burlesque, e nel praticare Bondage con il tipo.
"Pillola culturale: Piccolo galateo per le fanciulle"
Sembra una provocazione, perché il galateo non è certo adatto al porno, e "fanciulle"...
"L'età compresa tra il sesto anno e il periodo prepubere."
Vabbeh', passo oltre.
"Il termine galateo definisce l'insieme di norme comportamentali con cui si identifica la buona educazione"
Ora, queste qua:
"... Spregiudicato, osceno, davvero porno"; "Un prontuario con i consigli per essere sempre a proprio agio, rispettando il galateo: Non dite... Ma dite"; "perversa ma non depravata"
Io vedo solo un modo per incasinarsi la vita.
Ci son regole come...
"Se vi sorprendono tutta nuda, celatevi pudicamente con una mano il viso con l'altra la fica (le tette no? Strano): ma non fate marameo (???) con l'una e non masturbatevi con l'altra (non ho capito).
"Non chiedete mai direttamente a un'attrice drammatica dove ha trascorso i suoi anni di bordello (ma perché dovrebbe interessarmi, e perché drammatica poi, se fosse così altro che volerne sapere). Informatevi presso le sue amiche (alla faccia del dire le cose in faccia: uh sì che perverso gioco di parole, mioddio).
"Porno 2.0, Food Porno"
Io non ne posso più.
Ma chiamarlo cibo afrodisiaco non piace più? CAZZO!
"Vi ho insegnato a cucinare piatti per una serata pop porn-"
BASTA! STAI ZITTA, ESCI DA QUESTO CORPO!
"E deve essere sexy"
"Il piatto fotografato in modo osè è la nuova frontiera della pornografia gastronomica"
COSA STO LEGGENDO. ANZI, RILEGGENDO, TORTURANDOMI LA MATERIA GRIGIA SOFFERENTE.
"Ci sono le app per condividere le ricette e i consigli per preparare e presentare cibi che stimolino il desiderio"
SI CHIAMA CIBO AFRODISIACO.
"E non vi sto parlando di ricette afrodisiache, ma proprio di piatti che, per il loro colore, la forma, le evocazioni erotiche..."
Cioè fammi capire, come quelle torte a forma di donne nude o i cetroli messi a pene e testicoli?
"Ti guardo, ti ammiro, ti voglio divorare ma non posso"
Cioè ti torturi da sola? Non ho capito se serve a te o a farlo a qualcun altro...
"Mmmmh, che perversione"...
Angelina si incazza minacciando il tipo di ammazzarlo se fotografa il cibo.
Questa mi ha fatto ridere un pochino, perché mi sto scaldando, e di rabbia, mica altro, pure io.
"Sexting & Revenge Porn" (ho paura adesso)
"Il rischio è di ritrovarvi vittime della porn revenge"
Mi sono persa qualcosa? Da dove esce questo termine?
"Sexy App"
Vengon consigliati dei siti. E qui okay. Peccato che alcuni siano di quelli per coppie, anche sposate, per tradirsi di nascosto. Io non sono credente, e non supporto il matrimonio, ma esigo il rispetto: se non volete stare con una persona mollatela, divorziate, piuttosto che fare finta di ricordarvi date importanti. Il libro dice proprio di usare questi siti per aiutarvi nel mantenere certe bugie, mandando agli ignari messaggini romantici. TERRIBILE. Questa insegna? A non dire la verità? A fare le doppiogiochiste?
"intermezzo(ditemi che è quasi finito 'sto cazzo di libro): La posta del clito", cioè da "clitoride", con cui si può usare anche il la al posto di "il".
Sono presunte mail, disegnate dalla fumettista, di alcune persone che spiegano i loro problemi sessuali (e non, ma collegati alla sfera sessuale) alla MisTress Moon. Io a lei manderei una bomba virtuale, ma dettagli...
La prima dice che con tutto il cuore vorrebbe una quarta di seno, senza imbottiture, chiedendo se esistano cibi in grado di aumentare la massa grassa delle mammelle.
MisTresse Moon risponde che approva il rispetto ricevuto, ma insulta la ragazza dandole della poco di cervello: "Devo però dirti che il tuo quoziente intellettivo mi pare scarsino". Le ha dato della demente, vi faccio presente."Pensi che mangiando potrai raggiungere la quarta di seno? Ma via, che sciocchezza. Tutt'al più, abbuffandoti diventerai più grassoccia, tette incluse. Ma non chiedermi consigli per una dieta, poi."
Io mi domando perché, invece di insultarla, non le ha detto di fare una chirurgia estetica... Io non approvo perché anche il seno piccolo è bello e piace, ma tante lo fanno... A me sa di una che si da' arie, perché sta facendo proprio la sbruffona, così.
La seconda è una ragazzina di tredici anni, preoccupata del mestruo non ancora presente in lei, temendo che non arrivando ai quattordici, lei non possa avere figli.
MissTress Moon risponde con la solita battuta di Nonna Abelarda, per far capire che non deve preoccuparsi di quando arriveranno, e che quando vorrà fare figli, di ricordarsi di scrivere a lei per farsi spiegare "due cosine"
Ma dire che il massimo è entro la maggiore età le faceva fatica?
Poi scusa, mi sembra assurdo che le nonne pensassero che il mestruo finisse a quattordici anni, se già a diciotto o meno anni, mettevano su famiglia: non ha molto senso.
La terza ha due anni in più dell'ultima, solito cruccio. Pensa di essere sterile perché si masturba sin da quando era piccola.
MissTress stavolta risponde bene, ma si rovina con l'ultima battuta.
Il quarto è un tipo, di trentacinque anni, che si preoccupa del pene a rischio scoppiatura, perché pare a suo fratello sia accaduto. Questa ha fatto abbastanza ridere, come risposta.
La quinta è una donna nottambula con tanto di civetta al seguito, il cui problema riguarda il tipo che preferisce fare sesso solo di notte per motivi assurdi. Mistress risponde bene ma dice una frase come "o è complessatissimo e vuol farlo al buio perché si vergogna (ah, come son cambiati i tempi!)": io davvero non capisco se c'è o ci fa, 'sta Mistress Moon. E finisce con "Grazie per il mito. In effetti anche io penso di non essere male".
Il sesto è un ragazzo, che chiede posizioni migliori per farsi frustrare dalla fidanzata. MissTress dice che è una domanda sciocca, perché ognuno è diverso (comunque sia non c'era bisogno di offendere, non è affatto sciocca, sennò anche il libro stesso sarebbe idiota, dato che da' consigli sul come mettere un po' di pepe nel sesso), e poi da' lo stesso delle idee.
La settima è una ragazza ammanettata, che scrive a stento al computer portatile. MissTress dice di smettere di prendere in giro e di continuare il giochetto con le manette, e di chiamare il fabbro se le cose si mettano male. Stranissimo che da qual pop porno girl è, non abbia consigliato di fare una cosa a tre...
L'ottava/o, ha quarantacinque anni, scrive che si sente male per aver mangiato troppe mele mentre giocava con il giovan amante a Biancaneve. Risparmio la risposta, comunque normale.
"Dirty Sex Words: giocare con le parole in chat"
Ve lo dico, non vedo più l'ora di finire con questo blog.
Qui, sembra un resoconto del punto a cui siamo arrivati: il mio sapete già, di sfinimento.
Trattasi di annunci erotici particolari, e di tizi fastidiosi con i loro pseudo-messaggi di corteggiamento: forse l'unica rubrica che mi è piaciuta in tutto il libro, perché come purtroppo accadde a tantissime donne, è successo anche a me, di incappare in certe richieste.
Messaggi come "Sono Patunko, ho visto la tua foto profilo, che cosa cerchi qui, sono già innamorato di te, splendido angelo, ti faccio venire quaggià nei peggiori bar di Caracas, ci sei? C6? c666?"
(questo l'ho scritto io, non è del libro)
"Pillola culturale: Clodia, la puttana".
Alla faccia del rispetto e del femminismo.
Si tratta della storia di questa matrona romana denominata Lesbia, che aveva moltissimi amanti e un marito(qualcosa non mi torna)...
"(...) orge con gli schiavi (mmmmh divertente)"
Come no, divertentissimo! Tutti i giorni costretta a stare sotto gli ordini di qualcun altro, a tenere la casa in ordine, e frustrate e botte se non fai le cose bene, e rischiare di essere uccisa magari per un piccolo furto di cibo se avevi padroni avari. Pure le orgette, magari costringendoti a fare cose che non volevi, magari giovanissima/o con stupri e minacce.
Ancora peggio. questa Clodia ha tradito molti amanti e il marito, ma ha anche avvelenato quest'ultimo per avere l'eredità.
"Quanta cattiveria. Sia come sia, Clodia è bella, ha carattere, sa muoversi, ancheggiare, vestirsi con i dettagli giusti ("ha un corpo superbo", riferisce Catullo quando la vede nella sua tunichina leggera) e conosce il piacere. "Chi bacerai adesso?" si domanda ancora lo sconsolato Cat (diosanto pure il nomignolo). E soprattutto: a chi morderai le labbra?"
"Imparate da lei. Mordete e fuggite. Non vi dimenticherà più nessuno, altro che quadrantaria"
Io sono sconvolta nonostante avessi letto il libro... Forse non ci avrò fatto attenzione qui (vi ho già detto che lo trovavo noioso) Leggo che "quadrantaria" (riferito proprio a questo personaggio storico), significa "prostituta di infimo rango, a basso prezzo Messalina, sgualdrina imperiale, quadrantaria ospitale alli angiporti" Quindi il commento "altro che che quadrantaria" è messo alla cazzo, perché questa Clodia è proprio questo tipo di persona, se non peggio: era una cazzo di assassina! Ed anche quel "Imparate da lei. Mordete e fuggite. Non vi dimenticherà nessuno" E ci credo! Una persona che ha fatto queste cose non passa inosservata, sempre che non uccida questi che potevano far sapere, altimenti nemmeno avrebbero dimenticato, sarebbe stato un mistero! Ma si rende conto lei che sta facendo passare per buon modello una persona orribile, solo perché era sensuale e bella d'aspetto? E' più o meno come stanno mostrando oggi con tutti i media, quasi: se sei fico ma stronzo, va benissimo! LA RABBIA CAZZO LA RABBIA. Non solo è aberrante perché ha ucciso un marito, ma che lo ha fatto per I SOLDI, per una cazzo di eredità. Quindi mi fa triplicamente schifo. Era una prostituta e questo mi dispiace, ma non ci son scuse se ha avvelenato per soldi. Non si sa nemmeno per quale motivo l'abbia fatto, ma sapendo avesse molti amanti, mi sembra che non abbia avuto chissà quali problemi, quindi io quel che vedo è solo UN MOSTRO. Un mostro della società, chiamalo come vuoi, MA NON PUOI METTERE COME MUSA ISPIRATRICE DELLA PASSIONE UN PERSONAGGIO SIMILE. "Quanta cattiveria" HA DETTO, SOLO. "Top of the books" Okay riprendiamoci la calma... Fortunatamente qui i libri proposti sono ottimi e storici, uff. "In the mood for porn: Eroine libertine"
Sempre approfondendo storia e letteratura, vengon mostrati alcuni esempi di donne, immaginarie e non, come esempi di erotismo...
In realtà, gli esempi vengon mostrati solo per dare una versione alternativa di come avrebbero reagito nelle loro storie se fossero state "pop porno girl", ahimè.
"Come liberarsi dai debiti e vivere felici" (cosa c'entra col porno?)
Di questa tragica Emma Rouault-Bovary, dicono che, invece di suicidarsi col veleno perchè amareggiata dalla sua vita incluse esperienze amorose, avrebbe dovuto farsi un altro amante, "munito di credit gold" e "(...) avrebbe potuto gettarsi in uno shopping compulsivo" ed ancora:" e affogare i dispiaceri nell'acquisto di un altro paio di stivaletti, o di quelle deliziose sciarpe di seta che vende Leheureux (manco so chi sia e impazzivo nel copiare il nome), o di un profumo, come facciamo tutte quando siamo depresse (parla per te, io quando son depressa mi compro piuttosto un fumetto od un libro, o mi metto ad ascoltare la musica)"
Che bellezza, proprio una cosa meravigliosa, vero? Alimentare il fatto che noi donne cerchiamo solo i soldi. Whoa, una cosa stupenda, consigliare di fare così, di comprare vestiti come medicina per guarire la sofferenza. Tutto basandosi sui soldi, soldi, e soldi. Soldi per vestiti costosi.
Io sto trattenendo la rabbia, trattenendo dal voler strappare 'sta merda che ho tra le mani (ed un portapenne a forma di barattolo da pittura come schiavetto, che quasi mi dispiace, per tenere le pagine che non sia lasciano tenere giù)
"Faccende domestiche"
Giulietta Capuleti, della famosa storia di Giulietta e Romeo, che conosciamo un po' tutti ormai.
Dicono che avrebbe dovuto stare con la nutrice solo per il seno. Mandato tutto a puttane insomma. Perché una nutrice, solo perché non sta con gli uomini, può insegnare del sesso ad una ragazzina.
E cazzo, Giulietta era un'adolescente!
"La notte innominabile" (come le mie bestemmie che sto tirando giù da ore)
No cazzo no, lei no!
Lucia. Non serve dirvi chi sia (ah ah ah ah... Piango, la rima, ah ah.).
"Vogliamo mettere un Innominato che ti rapisce? (cioè al posto di Renzo, preso per il culo per il cognome) Lei se ne sta lì tutta rannicchiata a terra, tremante di paura, e lui la incoraggia. Mica voglio farti del male, le dice. Anzi. "Posso farle del bene", aggiunge. Mmmmh, interessante. Forse anche a Lucia un pensierino passa per la mente (NO), quando si mette lì "inginocchioni" (in ginocchio è stato dimenticato?) davanti a lui. Ma poi avanti con la lagna (E VORREI VEDERE STRONZA), a mani giunte. E mi liberi subito, e che cosa le ho fatto, e perché mi ha rapita... E lui: domattina (scritto proprio che si capisce eh 'sto paragrafo). Ti libero domattina. Ora una Lucia pop porno (ARGH) approfitterebbe della situazione, già che c'è (MA ANCHE NO). Mani giunte? Rapimento? E vai di manette."
Perché distruggere un così bel racconto romantico, che affrontava anche altri argomenti seri come la peste e la triste vicenda delle suore giovani costrette ad essere ciò...
"Passabile, io?"
Qui non ci ho capito una mazza, ma sembra una cosa normale. Tale personaggio si chiama Elizabeth Bennet, ma non ho mai letto il romanzo di questa, e viene descritta come una che frequenta molti tizi alle feste, e qui va tutot bene. Non posso dire altro perché ripeto non conosco il personaggio.
"E filava filava, filava con Mario, filava con Gino"
DIO... DIO BESTEMMIATO SEICENTOSESSANTA VOLTE. Ma non dovevano essere eroine "porno"? Perché non hanno messo allora la prima attrice porno, o la prima che ha indossato la gonna come simbolo di emancipazione, o una delle tante donne belle e sensuali come Marilyn Monroe, e Bettie Page? PERCHE' CAZZO LORO MANCO SON STATE NOMINATE? Perché sfottere personaggi che rappresentano tutt'altro in questo modo osceno?
Cazzo, pure Penelope, la donna amante di Ulisse, che CREDEVA nel suo ritorno, che HA COMBATTUTO contro tutti quelli che le davano della pazza!
Poi "Penny": COME OSI, LASCIA STARE LA MIA PENELOPE.
Questi son altri colpi di rabbia ed al mio cuore.
"Pillola culturale: Joyce"
Menzione a parte lunga di una versione moderna di Ulisse, dove la protagonista TRADISCE in lungo e largo, così... "CHE INVENZIONE" c'è scritto enorme in fondo al testo.
*INFARTO*
Risparmio tutto, che mi sta STANCANDO, con tutti 'sti bordelli, baldracche, schiavo, perverso...
"Red Cities: Partire on the sex"
Vengon rappresentate alcune città con relativi locali a luci rosse e cose a tema eros.
Città come Amsterdam, Berlino, Parigi, Madrid, Londra e Roma.
"TEST: Sei una Pop Porno Girl?"
Un test, che io non ho mai fatto.
"Trova le sex-words nascoste"
Manco questo lo feci.
"Soluzioni: Sei una Pop Porno Girl?/Trova le sexy words nascoste"
Le soluzioni, ma non credo che mi servano.
"La posta del clito"
Di nuovo quell'inferno dantesco. Vabbeh, ormai sono alla fine...
Questa prima utente dice di sentirsi inadeguata nonostante tutti i trucchetti sessuali adoperati ed imparati dalla MissTress Moon.
Quest'ultima risponde che lei non è se' stessa e lo fa per compiacere qualcuno.
Il libro (FINALMENTE) finisce, con alcune illustrazioni e descrizione delle due autrici.
"(...) agire in totale libertà e assoluta complicità con il partner, che sia di una sera o di una vita (brrr)"
Non solo si è rimangiata ciò che ha "insegnato" ma ritiene poco gradevole chi ama un solo compagno. E si considera una "porno girl" o meglio dire, con parole esatte, una donna amante passionale ed esperta? Io vedo solo una a cui piace sì fare sesso, ma che tratta gli altri come dementi, solo perché non sono come lei. Ed una persona così a me sta sui cosidetti. Ma molto.
Quel "brrr" fu la prima cosa che notai, e che mi fece incazzare di brutto. Come non ci si deve permettere di giudicare una persona per come è la sua vita intima promiscua, non si deve nemmeno se una è INNAMORATA di qualcuno o qualcuna decidendo di farci una sana relazione.
Perché una persona davvero esemplare di passione, è una che sa tenere alta la relazione, sia una o più, una che fa sentire amore nel partner, una creativa.
Una VERA ragazza che conosce l'erotismo sa che l'amore è una forza, una cosa bellissima che per la vita di tutti i giorni è un'arricchimento, un conoscersi ogni giorno, un scoprire noi stessi.
Non una che fa distinzioni. Una che ha paura di avere un partner fisso mi fa pensare che non abbia tutta questa passione. L'amore è una sfida, una sfida anche verso la società, che ci fa diventare creature passive, che hanno dimenticato quasi cosa siamo e cosa sentiamo dentro, fosse cuore o cervello. Non sto criticando chi ha una vita sessuale con molti partner (cosa che non fa per me, ma è un discorso lungo), ma quel "brrr" che è una forte mancanza di rispetto per chi magari ha comprato il fumetto per capire come far felice il partner e lei stessa.
Perché non mi sembra affatto un libro di consigli per aumentare l'autostima o la passione in coppia, anzi.
Vi faccio adesso vedere cosa si è imparato. 1) Mai indossare roba che non sia stata considerata sexy dalla società (quindi niente maglioni, zeppe, pantaloni lunghi, sneakers, vestiti in nero, ecc) 2) Che le donne pensano solo al cazzo. 3) Che si è perverse o santarelline 4) Che le parole e la musica aiutano nel sesso (numero traballante) 5) Che è bello avere uno che vi tratta o vi vuole da attrici porno se a voi fa stare male questo 6) Che il martello sia sexy 7) Che di domenica dovete far pulire la stanza ad altri 8) Che si devono bandire pupazzi e indumenti e coperte non di seta 9) Che il costume da poliziotta si dice in inglese "Police Sexy" 10) Di non chiedere le cose private in faccia al diretto interessato 11) Che si deve essere perverse senza essere perverse, e col cibo, trovarlo sexy, e dire "Mmmmh che perversione" 12) Che potete usare delle app per far sì che il marito o partner non vi scopra un tradimento, facendovi ricordare appuntamenti e date mportanti varie 13) Che potete dare dell'idiota a chiunque, solo perché ti chiede come aumentare di seno. 14) Che ai libri non si chiedono menzogne 15) Che è strano che un ragazzo voglia fare sesso al buio 16) Che le orge ai tempi degli schiavi dell'Antica Roma erano BELLE SEXY 17) Che uccidere un uomo per soldi, è "cattiveria" 18) Che potete cercarvi un tipo solo per la sua carta di credito 19) Che quando siete depresse, tutte voi, vi affogate nel cibo o comprando roba costosa da vestire. 20) Che Clodia è un esempio di BELLA DONNA. 21) E cioè che se una è sexy, bella di viso e con tanti amanti, ma assassina e avara, è un idolo perfetto di sensualità. 22) Che una ragazzina di sedici anni, invece di aspettare il suo fidanzato per colpa di peste, guerra ed altro, debba fare sesso con una tata solo per il seno grosso (la stessa persona che l'ha allattata da piccola, ribadisco) 23) Che quando qualcuno vi rapisce, anche se amate un altro, e questo vi provoca dicendo che vi farà solo del bene. voi dovete approfittare della situazione, smettere di frignare e farci sesso. 24) Che insomma, chi ha un solo partner va schifato e tenuto alla larga.
Insomma, ora che ho finito e mi calmo, perché ho sì le fiamme dietro di me, ma della furia più completa, perché non solo non è affatto un libro che tratta del porno (è più erotismo che pornografia), e non solo perché io avrei aggiunto tante altre cose che in questo libro non ci sono affatto (per esempio musei del sesso niente? I primi video porno della storia? Le già citate attrici di prima? Qualche testata erotica come Playboy? O la rivista famosa a fumetti Blue? Come mai non c'è nessuna indicazione su come sfruttare le parti erogene di qualcuno?) ma anche perché è FALSO, denigra parecchio, non informa quasi niente (il cibo solo un dolce, capirai), e alimenta, come tanti altri media oggigiorno, lo stupro, il tradimento, il sessismo e tante altre schifezze, cancri della nostra società da debellare.
Mi fa tristezza perché i disegni son carini (motivo per cui lo comprai) ma dentro... Dentro è UNO SCHIFO. Non fosse per quelle poche perle culturali su film e canzoni, il resto lo avrei bruciato sul momento. Perché pure le ragazzine lo leggono, e si vede dalle presunte mail illustrate nel libro.
E poi ci stupiamo se al cinema vanno di moda Cinquanta sfumature di merda e simili, e nei libri e racconti va di moda scrivere questi orrori.
Penso che quindi lo regalerò alla mia amica a cui lo prestai, visto che mi disse che l'era piaciuto. Curioso che non ho mai regalato qualcosa di mio, comprato da me, a qualcuno.
Ma sento che per questa volta farò un'eccezione, ed al posto di questo libercolo pieno di merda andrà un più bel e sensato fumetto.
Ah, e vi voglio fare anche io una piccola lezioncina.
Propongo questa canzone, che per me è stata l'apoteosi della passione erotica, quando ero adolescente. Andavo alle medie e sentendo questa immaginavo le mie nascoste fantasie erotiche:
Ho detto tutto, adesso vado a farmi sessanta camomille, e dopo mi disegno/scrivo una bella e decente storia erotica, così mi rifaccio di tutto quello scempio copiato dal fumetto citato sopra.